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Air Canada, le foto e l’audio della strage sfiorata a San Francisco

Air Canada, le foto e l'audio della strage sfiorata a San Francisco

Air Canada, le foto e l’audio della strage sfiorata a San Francisco

ROMA – Poteva essere una tragedia e davvero per pochi metri un airbus della Air Canada con ben 140 persone a bordo non è entrato in collisione con 4 jet fermi sulla pista di rullaggio. Il mancato incidente si è verificato nella notte di venerdì 7 luglio (ore 23:50 locale) all’aeroporto di San Francisco, ma la notizia – così come l’audio tra pilota e torre di controllo – è stata diffusa solo nelle scorse ore dalla Federal Aviation Administration (FAA). L’agenzia investigativa Usa che indaga sugli incidenti, ha anche pubblicato le prime immagini ottenute dalle telecamere di sicurezza dell’aeroporto.

La svolta, riporta il tabloid britannico Guardian, arriva dall’aggiornamento del faldone d’inchiesta aperto dopo l’errore del velivolo canadese che, approcciando di notte lo scalo di San Francisco, ha sbagliato pista, scendendo sulla via di rullaggio dove ad aspettare c’erano quattro velivoli e non sulla striscia d’asfalto parallela che era libera.

L’altra novità sono le distanze: l’agenzia sottolinea che l’Airbus A320 di Air Canada è passato — tra il secondo e il terzo velivolo in coda — a una distanza minima di 18 metri.

“Il comandante del jet ha alle spalle più di 20 mila ore di volo, di cui 4.797 su Airbus A320”, scrivono gli investigatori. “Il co-pilota ne ha registrate oltre 10 mila di ore, di cui più di 2.300 su A320”. Il 7 luglio, alle 23.46 ora locale (le 8.46 del mattino del giorno dopo in Italia), circa dieci minuti prima dell’incidente, il volo Air Canada 759 ottiene l’autorizzazione ad atterrare sulla pista 28 Destra dell’aeroporto internazionale di San Francisco. A cinque chilometri di distanza il velivolo è già allineato sulla pista sbagliata, Taxiway C, usata per il rullaggio dei jet in decollo e cioè i voli United Airlines 1 (un Boeing 787-9, diretto a Singapore), Philippine Airlines 115 (un Airbus A340, diretto a Manila), United Airlines 863 (un Boeing 787-9, diretto a Sydney), United Airlines 1118 (un Boeing 737-900, diretto a Orlando).

La visibilità è ottima e l’aereo canadese si avvicina alla pista. Ma alle 23.56:01 (ora locale) il comandante del volo United Airlines 1, il primo della coda di jet fermi in pista, vede delle luci avvicinarsi sempre di più. Contatta la torre di controllo: “Ma dov’è che sta andando questo qua?”.

Alle 23.56:04, tre secondi dopo l’esclamazione – e con l’Airbus A320 esattamente sopra il primo Boeing 787 – lo stesso comandante del volo United aggiunge: “È sulla via di rullaggio”. Negli stessi istanti il comandante del volo di Philippine Airlines – il secondo velivolo in fila – accende i faretti anteriori, utilizzati in fase di atterraggio per segnalare al collega di Air Canada cosa sta succedendo.

Alle 23.56:10 – quando il comandante di Air Canada ha già toccato l’altitudine minima (18 metri) e ha già iniziato la risalita – dalla torre di controllo arriva la richiesta di “go-around”, cioè di abortire l’atterraggio, riprendere quota, fare il giro attorno all’aeroporto e prepararsi per un nuovo atterraggio. Cosa che avverrà, in piena sicurezza, e sulla pista giusta.

“Pensavamo di trovarci sulla pista giusta anche se avevamo notato qualcosa di strano”, hanno raccontato i due canadesi agli investigatori statunitensi. L’inchiesta va avanti.

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