Blitz quotidiano
powered by aruba

Al Qaeda sfida Isis in Siria. Emirato contro Califfato

ROMA – I capi di Al Qaeda, decimata dai droni della Cia in Pakistan, hanno deciso che il futuro dell’organizzazione terroristica è in Siria: per questo ha trasferito lì una dozzina dei suoi uomini più esperti, concordano le intelligence di Usa e Europa. Secondo Eric Schmitt del New York Times (leggi qui) la mossa dei vertici di Al Qaeda riflette la crescente importanza della Siria per l’organizzazione e adombra una escalation della feroce rivalità con lo Stato Islamico (Isis).

Gli operativi di Al Qaeda in Siria hanno l’ordine di installare un quartiere generale alternativo e porre le condizioni per la creazione di un emirato tramite l’affiliazione del fronte Al Nusra per competere con Isis, con cui ha rotto nel 2013. Il piano rivela anche una minaccia supplementare per l’Occidente e la vicina Europa in particolare: minaccia di attentati, quale mezzo più efficace per affermare la propria egemonia, bacino di raccolta di guerriglieri dall’Iraq, dalla Turchia, dal Libano, dalla Giordania.

Da un punto di vista politico le condizioni per un emirato trovano ragion d’essere in un approccio meno intransigente e ultimativo del Califfato che invece si propone, dalla Siria, di governare tutto il mondo islamico. Isis può contare in questo momento dai 19mila ai 25mila fighters, divisi tra Iraq e Siria, il frone Nusra tra i 5mila e i 10mila concentrati in Siria.