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Amal Alamuddin: “Boicottate le Maldive”. E spiega perché

Amal Alamuddin, avvocato e moglie di George Clooney, chiede una cosa agli italiani: non andare più in vacanza alle Maldive

ROMA – Amal Alamuddin, avvocato difensore dell’ex presidente delle Maldive, chiede una cosa agli italiani: non andare più in vacanza in quelle isole paradisiache. Il motivo è politico: la moglie di George Clooney difende il presidente deposto delle Maldive, Nasheed, che ha lasciato il suo incarico per quello che lui definisce un colpo di Stato. Ora alla guida delle isole c’è una giunta irregolare e che si ispira alla Sharia islamica. Ecco cosa dice l’avvocatessa, che ha convocato una conferenza stampa nel suo prestigioso studio di Londra, a Enrico Franceschini di Repubblica:

Perché difende il presidente delle Maldive? «Perché dopo essere stato il primo presidente democraticamente eletto nella storia delle isole è stato condannato con un processo denunciato come una farsa dalle Nazioni Unite e tenuto in prigione in isolamento. Lo accusano di terrorismo, ma il terrorismo è quello dell’attuale governo delle Maldive, che ha instaurato la sharia, represso ogni dissenso e fornito appoggio all’estremismo islamico».

Molti italiani, signora Clooney, vanno in vacanza alle Maldive. Propone di boicottare il turismo? «A scoraggiare i turisti dall’andare alle Maldive contribuisce già il governo dell’arcipelago, frustando donne sulla pubblica piazza per presunta immoralità, permettendo che duecento estremisti locali si arruolino nell’Islamic State ( il maggior numero pro- capite nel mondo, ndr), distruggendo ogni forma di democrazia. Il timore che un attacco come quello avvenuto in Tunisia si verifichi sulle spiagge delle Maldive è sempre più reale».

(Il presidente Nasheed prende la parola per aggiungere che 200 mila italiani l’anno visitano la sua patria, il 75 per cento dei quali ci ritornano tutti gli anni, e che è stata l’Italia a costruire l’industria del turismo alle Maldive: perciò il nostro Paese avrebbe grande influenza nel determinarne il futuro).

Intanto che cosa proponete? «Sanzioni mirate contro i membri del governo, congelamento dei loro beni all’estero, divieto di ingresso in Europa e Stati Uniti. Abbiamo appena incontrato il primo ministro britannico Cameron che ci ha promesso sostegno, una risoluzione dell’Unione Europea e una del Congresso americano concordano, si tratta di tradurre le parole in fatti».