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Amazzonia, tribù indigena sterminata dai cercatori d’oro

Amazzonia, tribù indigena sterminata dai cercatori d'oro

Amazzonia, tribù indigena sterminata dai cercatori d’oro

ROMA – Amazzonia, tribù indigena sterminata dai cercatori d’oro. Sono in pericolo le ultime tribù indigene amazzoniche, quelle “uncontacted” della foresta profonda brasiliana al confine con la Colombia. Il pericolo è l’estinzione per mano dell’uomo: non ci sono, date le ovvie difficoltà di accesso e controllo nelle zone più remote, prove documentali, ma testimonianze orali che se confermate sarebbero gravissime. Testimonianze dei probabili invasori, i cercatori d’oro che hanno messo gli occhi su giacimenti dal potenziale economico enorme.

In un bar al confine con la Colombia dei cercatori d’oro si vantavano di averli fatti a pezzi. In mano, un remo di legno inciso dai componenti di una delle ultime tribù incontattate al mondo: “Li abbiamo uccisi, tagliati e gettati nel fiume” si sarebbero compiaciuti i minatori mostrando il trofeo. (Giacomo Talignani, La Repubblica)

Fatti a pezzi e gettati nel fiume, ed è la seconda segnalazione di questo tipo in pochi mesi.Dalla Fondazione nazionale dell’Indio (Funai), cui il governo Temer ha tagliato drasticamente i finanziamenti, la conferma: 10 indigeni, tra cui donne e bambini, sono statti massacrati sulle sponde del fiume Jandiatuba. Per Survival International il caso potrebbe rappresentare “l’eliminazione di un gruppo etnico remoto. Se i fatti saranno confermati, questo significa che fino a un quinto dell’intera tribù è stato annientato”. E parliamo della zona in cui vive il maggior numero di tribù incontattate del pianeta.

Il premier abolisce la riserva naturale, il giudice lo blocca. Nel frattempo è stato sospeso, in Brasile, il decreto del presidente Michel Temer che prevedeva l’abolizione della riserva naturale di Renca, nella foresta amazzonica. La decisione del giudice federale di Brasilia, Rolando Valcir Spanholo, che ha accolto parzialmente una petizione popolare presentata nei giorni scorsi contro la misura governativa, rappresenta un altro schiaffo per il capo di Stato brasiliano, già travolto da seri guai giudiziari e a rischio di impeachment con l’accusa di corruzione.

Per una scelta così importante – ha sottolineato il togato – non basta un decreto, ma serve l’intervento del Congresso. Data la sua impopolarità, il provvedimento di Temer aveva sollevato un vespaio di polemiche in tutto il pianeta, coinvolgendo anche personalità del mondo della moda e dello spettacolo come la top model Gisele Bundchen e l’attore Leonardo DiCaprio. Emesso la scorsa settimana, il decreto prevedeva lo sfruttamento da parte di imprese minerarie di un’area protetta pari a 4mila ettari e grande come la Danimarca. All’interno della regione, ricca di oro e altri minerali, esistono tra l’altro due riserve indigene.

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