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Ambaradan, cioè caos… parola nata da un genocidio

Ambaradan, significa caos: una parola nata dal genocidio

ROMA – In italiano corrente il termine ambaradàn sta ad indicare una situazione confusa e caotica, una baraonda. Ma pochi sanno che questa parola dal suono esotico ha origine in realtà da un eccidio compiuto dagli italiani ai danni degli etiopi. Amba Aradam è un massiccio montuoso dell’Etiopia presso il quale, nel 1936, si consumò una cruenta battaglia tra italiani e abissini, seguita da una strage di civili da parte delle camicie nere.

Siamo nella fase del delirio di espansionismo coloniale di Mussolini che nel territorio africano voleva far valere la presunta superiorità culturale dell’Italia. Quello etiope era però un impero millenario, ricco di storia che diede filo da torcere agli invasori. Durante questa battaglia le truppe italiane erano alleate con alcune tribù locali ma, a seconda delle trattative in corso, alcune di queste si alleavano a loro volta con il nemico, per poi riaffiancare i soldati italiani.

La battaglia fu vinta dagli italiani che presero il controllo della situazione e ordinarono l’uso di gas chimici, espressamente vietati dalla Convenzione di Ginevra, provocando la morte di circa 20 mila etiopi, tra civili e militari. Al loro ritorno in Italia, i reduci della campagna d’Etiopia, cominciarono a riferirsi a una situazione disordinata e caotica, definendola “come un’Amba Aradam”. Come spesso accade le due parole, nel corso del tempo, si sono fuse per crasi in una sola diventando “ambaradam”. La trasformazione della consonante finale m in n è un banale errore di pronuncia.

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