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Ameba mangia-cervello, quarta vittima negli Usa

MIAMI – Ameba mangia-cervello, c’è una quarta vittima. Un non meglio identificato paziente della Florida, Stati Uniti, è stata infettata dal misterioso parassita che si trova in acque dolci e, una volta penetrato nell’organismo attraverso le cavità nasali, causa meningoencefalite, un’infiammazione che distrugge i tessuti cerebrali, con effetti spesso letali.

Si tratta del quarto caso in un anno di contagio da questo parassita, noto con il nome scientifico di Naegleria fowleri.

“Noi crediamo che questa persona abbia contratto l’infezione nuotando in acqua non salubre in una proprietà privata”, ha spiegato alla Cnn Mara Gambineri, dell’ufficio stampa del dipartimento della salute, sottolineando che non ci sono rischi per altre persone.

Il parassita si rivela quasi sempre letale. Secondo i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDCP), tra il 1962 e il 2015 ci sono stati 138 casi conosciuti di meningoencefalite causata da questa ameba-mangia cervello, e solo tre pazienti sono sopravvissuti.

Il contagio avviene quando le persone nuotano in acque dolci tiepide, come quelle di laghi e fiumi. L’ameba passa attraverso il naso e arriva al cervello, dove distrugge i tessuti cerebrali, provocando sintomi che si manifestano entro i primi dieci giorni del contagio e che includono mal di testa, febbre, nausea e vomito.

In un primo momento può essere confusa con la meningite, ma ai primi sintomi si aggiungono in un secondo tempo anche allucinazioni, torcicollo e crisi epilettiche. Solitamente la morte arriva entro 18 giorni dal contagio.

 

 

 


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