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“Angela Celentano non sono io”: parla Brissia, la donna della foto di Celeste Ruiz

Angela Celentano "non sono io": parla Brissia, la donna della foto di Celeste Ruiz

Angela Celentano “non sono io”: parla Brissia, la donna della foto di Celeste Ruiz

ROMA – Le speranze di Catello e Maria Celentano sono svanite dopo sette anni: Celeste Ruiz, la giovane messicana che aveva detto di essere Angela Celentano, non è mai esistita. Non, almeno, con le sembianze di quella foto che aveva riacceso i cuori dei genitori della piccola scomparsa sul Monte Faito nell’agosto del 1996. Quella foto, infatti, ritraeva una psicologa messicana che vive in Francia, di nome Brissia.

E’ stata lei stessa a intervenire a Chi l’ha visto? per spiegare come stavano le cose: “Io sono Brissia, non sono Angela Celentano. Avevo 20 anni quando è stata scattata quella foto, ma ho accettato lo stesso di fare il Dna. Mi è dispiaciuto spezzare il cuore ai suoi genitori ma io so chi sono, so chi sono i miei genitori”.

“Mi hanno avvisato i miei amici, credevano fossi scomparsa io. Poi ho contattato il sito della famiglia di Angela Celentano, ha detto Brissia. Mia figlia si è spaventata vedendo la mia foto in televisione. Ho portato ai genitori di Angela un disegno che lei ha fatto per loro”, ha detto la giovane donna.

Per sette lunghi anni Catello e Maria Celentano hanno sperato e creduto che quella foto fosse realmente della figlia Angela, scomparsa a 3 anni nel nulla nell’agosto del 1996 sul Monte Faito. Oggi invece i genitori di Angela non solo sanno che quella donna non è la loro figlia, ma che in realtà quella ragazza non si chiama nemmeno Celeste Ruiz, come invece era stato scritto nella e-mail anonima giunta nel 2010 ai coniugi Celentano. Una mail dove c’era scritto anche questo: “Sono io Angela”.

Quella speranza, per i Celentano, arrivò dal Messico il 25 maggio 2010. Da allora ci fu un anno di corrispondenze, foto. La falsa Angela, a Mimma e Catello Celentano scrisse anche questo: “Ho visto le foto molte volte e mi fanno sempre piangere, piangere, piangere perché so che quella della foto sono io e non vi posso dire il mio vero nome. Ma sono in Messico e sono felice dove sto. Non preoccupatevi per me e non potrei tornare con voi perché non potrei separarmi da questa famiglia con la quale sto da 12 anni e quasi non ho più ricordi di voi fino a che ho visto le foto. Ma credetemi, amo anche voi. Sono felice, non mi cercate più”. Ma era tutto falso.

 

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