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Apple, sogni lavoro lì? Attento, rischi depressione e…

CUPERTINO – Per molti lavorare per Apple sarebbe la realizzazione di un sogno ma alcuni attuali ed ex dipendenti dell’azienda californiana la pensano diversamente.

La Apple è stata accusata,a causa di un ambiente lavorativo “velenoso”, di essere motivo di problemi di salute mentale. Un ex lavoratore, chiamato Marcus sul sito web Mic, ha affermato di aver sofferto di depressione. “Una spirale caotica di depressione, sentirsi nessuno è come essere una ***da” e prima di diventare un dipendente Apple non si sentiva così.

Marcus, da un collega, è stato irriso come “sporco messicano” ma non lo ha denunciato per timore di essere preso in giro, secondo quanto afferma l’articolo. “Avrei voluto avere un incontro con HR insieme a un paio di managers ma ho capito che non mi prendevano sul serio e infatti non è mai avvenuto”.

Ben, un altro lavoratore, ha tentato due volte il suicidio e afferma che la colpa è del clima che c’è nell’azienda. I colleghi usano la frase “Ben-ing out” (Ben è fuori) per descrivere lo stress psicologico che si vive nel suo reparto.

Ha affermato che la sua situazione è stata apertamente discussa e anche utilizzata dal management, mentre “ero in ospedale per un sostegno antisuicidio. E nessuno poteva aiutarmi poiché avevano biasimato la mia situazione”.

Al sito web Mic, un ex dipendente ha detto di aver dato le dimissioni a causa del razzismo, intolleranza e discriminazione. “Il mio reparto ha avuto uno dei più alti tassi di turnover a causa dello stress”.

Un portavoce di Apple a Mic ha tuttavia replicato:”Abbiamo un team fantastico che si dedica alla realizzazione dei prodotti migliori del mondo e arricchisce la vita delle persone”.

“La nostra cultura dalle persone tira fuori il meglio e alla base c’è un atteggiamento di rispetto e stima; i dipendenti sono liberi di proporre nuove iniziative, manifestare le proprie preoccupazioni e fornire un feedback”.

“Offriamo benefits generosi, quali congedi familiari, di maternità e paternità, donazioni e borse di studio, rimborsi per attività pedagogiche, oltre a dare incentivi a tutti, compresi i dipendenti part-time. L’ambiente di lavoro e la cultura sono tra le ragioni per cui abbiamo un così basso turnover”.


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