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Arabia Saudita. Wsj, donne deputato separate da uomini

Dopo le storiche elezioni dello scorso dicembre, che per la prima volta hanno portato le donne alle urne e nelle liste, l'Arabia Saudita fa marcia indietro. Secondo il Wsj le donne elette, infatti, sono relegate in stanze separate e costrette a comunicare solo via sms o e-mail con i loro colleghi uomini che non le possono incontrare di persona.

LIBANO, BEIRUT – Dopo le storiche elezioni dello scorso dicembre, che per la prima volta hanno portato le donne alle urne e nelle liste, l’Arabia Saudita fa marcia indietro. Secondo il Wsj le donne elette, infatti, sono relegate in stanze separate e costrette a comunicare solo via sms o e-mail con i loro colleghi uomini che non le possono incontrare di persona.

Lo denuncia al Wall Street Journal l’attivista per i diritti delle donne Samar Fatany. “Prima le hanno sfruttate per farsi pubblicità e adesso le emarginano”, ha dichiarato al giornale. Secondo il quotidiano britannico Times due consigliere elette a Gedda avrebbero provato ad opporsi alla misura ma sono state immediatamente messe a tacere come richiesto da ministri del governo.

“A questo punto penso che non volessero veramente che le donne vincessero alle elezioni”, sostiene Hatoon Al Fassi, fondatrice del gruppo per i diritti delle donne Baladi. Su 987 candidate solo 17 donne sono riuscite a guadagnarsi un seggio alle ultime elezioni, l’ultimo Paese al mondo ad aprire il suo sistema elettorale al voto e alla candidatura femminile.

La mini-rivoluzione di dicembre, in un Paese in cui alle donne è vietato anche guidare in auto, non era stata comunque indolore. Alle candidate era stato vietato farsi fotografare e fare comizi pubblici di fronte agli uomini.