Blitz quotidiano
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Atlantide è la Sardegna? Un maxi-tsunami 3000 anni fa…

ROMA – Atlantide è la Sardegna? Un maxi-tsunami 3000 anni fa… E se fosse proprio la Sardegna la vera collocazione geografica dell’isola di Atlantide che gli antichi, da Platone in giù, ponevano da qualche parte al di là delle colonne d’Ercole, sommersa chissà dove nell’immenso Oceano per un capriccio degli dei?

La suggestiva tesi, già avanzata dallo studioso Sergio Frau, se osserviamo la Sardegna dall’alto riceve più di una conferma: gli indizi forniti dalla sapienza antica convergono sull’isola dei costruttori di torri, i Thyrsenoi, cioè i nostri Tirreni. Di quelle torri, i “nuraghi”,  a guardarle dall’aereo se ne indovinano più delle 8mila censite.

Di più: l’aerofotogrammetria fornisce indubbi elementi per capire come siano giunti fino a noi solo i resti dei nuraghi a quote più alte. Quelli a livello del mare sono stati inghiottiti dal fango e dalla terra: ma se si scava ecco che vengono fuori, magari a 12 metri di profondità, come nel caso della grande reggia nuragica di Barumini. L’ipotesi più accreditata è quello di uno tsunami spaventoso che ha cancellato le torri più basse e risparmiato quelle in quota.

Il mito di Platone fissa a 9mila anni antecedenti la sua epoca la scomparsa di Atlantide, troppi per rintracciare forme di civiltà così evolute: ma se fossero 9mila mesi, come spesso accade nelle datazioni, il 1200 a.C. che ne risulta coincide con il passaggio dall’età del bronzo a quella del ferro e soprattutto coincide con il rilevamento di un prodigioso sisma.

Resta il problema dei confini conosciuti del mondo. Dove piazzeremo allora le colonne d’Ercole? Probabilmente nel canale di Sicilia. Tra Scilla e Cariddi il mare fa sì davvero paura, come racconta il mito che trasfigura ma non mente: sicuramente più del tranquillo ingresso stabilito a Gibilterra. La Sardegna, poi, è davvero ricca di minerali preziosi come la descrive il mito. L’isola di Atlante, come preferisce chiamarla Frau, ha cambiato indirizzo.