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Attentato aereo Sinai, meccanico Egyptair mise la bomba

Insieme al meccanico sono stati arrestati due poliziotti ed un addetto ai bagagli dello scalo di Sham el Sheikh

IL CAIRO – Attentato sull’Airbus della MetroJet esploso sulla penisola egiziana del Sinai: a mettere la bomba è stata un meccanico della compagnia aerea locale EgyptAir il cui cugino si è unito ai combattenti del cosiddetto Isis in Siria.

Sarebbe lui l’uomo che il 31 ottobre del 2014 mise sotto uno dei sedili dell’Airbus della compagnia aerea low cost russa la lattina che conteneva l’esplosivo e che fece deflagrare in volo l’aereo con tutti i suoi 224 passeggeri e membri dell’equipaggio.

Insieme al meccanico sono stati arrestati due poliziotti dello scalo di Sham el Sheikh, accusati di aver chiuso un occhio sui controlli, e un addetto ai bagagli, sospettato di aver aiutato il meccanico.

Secondo quanto rivela in esclusiva l‘agenzia Reuters, una volta che gli jihadisti dello Stato Islamico hanno saputo che il parente di uno dei loro miliziani lavorava in un aeroporto gli hanno consegnato la bomba, ordinandogli quel che doveva fare e imponendogli di non porre domande.

L’attentato venne subito rivendicato dal cosiddetto Isis, ma sia la Russia sia, soprattutto, l’Egitto, hanno ammesso soltanto in un secondo momento, dopo diverse indagini, che si era trattato effettivamente di un attentato terroristico e non di un incidente.

In un filmato diffuso su Twitter poche ore dopo l’attentato, la Provincia dell’Isis in Sinai scriveva:

“Voi russi e i vostri alleati non sarete più sicuri sui cieli dei Paesi musulmani”. Su alcuni siti arabi è stato pubblicato un video, nel quale i jihadisti affermano di aver ripreso anche “il momento della caduta dell’aereo russo”.

Nel mirino dell’Isis, in particolare, il sostegno del presidente russo Vladimir Putin al leader siriano Bashar al Assad, contro cui l’Isis combatte. 

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