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Australia. Media, Coca Cola ha pagato ricercatori di comodo

La Coca Cola in Australia è stata obbligata a divulgare i nomi di professionisti di ambito sanitario a cui ha erogato fondi per promuovere ricerche scientifiche di suo gradimento. Come rivela sul suo nuovo sito web di trasparenza, dal 2010 al 2014 la Coca Cola ha pagato un totale pari a circa 90 mila euro a 14 esperti, la maggior parte dei quali siede nel suo comitato consultivo su salute e benessere.

AUSTRALIA, SYDNEY – La Coca Cola in Australia è stata obbligata a divulgare i nomi di professionisti di ambito sanitario a cui ha erogato fondi per promuovere ricerche scientifiche di suo gradimento. Come rivela sul suo nuovo sito web di trasparenza, dal 2010 al 2014 la Coca Cola ha pagato un totale pari a circa 90 mila euro a 14 esperti, la maggior parte dei quali siede nel suo comitato consultivo su salute e benessere.

Fra questi Louise Burke, direttrice per la nutrizione sportiva dell’Australian Institute of Sport, Peter Clifton docente di nutrizione all’University of South Australia e il cardiologo Paul Nestel del Baker Heart and Diabetes Institute. La causale dei pagamenti è dichiarata come “parcelle professionali, spese di viaggio e relative”.

La divulgazione dei pagamenti è parte di un’iniziativa di trasparenza che impegna la Coca Cola a rivelare tutti i versamenti a ricercatori in materia di salute e a esperti che chiama “partner nel benessere”. L’impegno è stato assunto dopo rivelazioni del New York Times, secondo cui la Coca Cola ha finanziato il Global Energy Balance Network (GEBN), la cui posizione era che la politica governativa per combattere l’obesità dovrebbe concentrarsi sull’esercizio piuttosto che sul controllo della dieta.

La Coke ha dovuto cancellare il finanziamento al GEBN, che poi ha chiuso. La rivelazione sull’uso dei finanziamenti ha suscitato l’accusa di pilotare l’opinione pubblica, con contributi a organizzazioni che creano un’impressione di supporto per i messaggi della Coca Cola sulla salute.