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Australia, rifugiati deportati su isola di Manus risarciti 70 mln $ dal governo

Australia, rifugiati deportati su isola di Manus risarciti 70 mln $ dal governo

Australia, rifugiati deportati su isola di Manus risarciti 70 mln $ dal governo

SYDNEY – All’Isola di Manus, a nord di Papua Nuova Guinea, 1.905 richiedenti asilo riceveranno 70 milioni di dollari a titolo di risarcimento per il “crudele e degradante” trattamento subìto in un centro di accoglienza australiano. La sentenza è stata accolta come un’importante vittoria dei diritti umani. Gli abusi erano parecchio diffusi e hanno provocato autolesionismo e problemi mentali, i rifugiati al fine di far conoscere la loro situazione, ricorrevano a proteste disperate come ad esempio cucire le labbra, scrive dawn.com

L’accordo di transazione, che prevede il risarcimento di 70 milioni di dollari ripartiti tra 1.905 persone, ha evitato un processo contro il governo e i fornitori di servizi di sicurezza Transfield e G4S. Una class action aveva chiesto il risarcimento per coloro che avevano sofferto a causa delle dure condizioni di vita, e il pagamento per sequesto di persona, dopo che lo scorso anno la Corte Suprema di Papua Nuova Guinea aveva stabilito che l’assunzione di richiedenti asilo sull’Isola di Manus, era incostizionale e illegale.

Lo studio legale Slater e Gordon ritiene che l’accordo sia stato il più grande nella storia australiana per i diritti umani, e i convenuti dovranno anche pagare più di 20 milioni di dollari in spese legali. Le condizioni del campo di Manus e quelle di un altro, a Nauru, nel Pacifico, sono state ampiamente criticate da sostenitori dei rifugiati e medici, attraverso report in cui denunciavano maltrattamenti e negligenze che portavano a gravi problemi di salute.

Amnesty International, ha definito la decisione come “storica” e “decisiva svolta verso una soluzione migliore per i rifugiati, fondata sulla protezione e non sugli abusi”. Peter Dutton, ministro dell’Immigrazione ha dichiarato che la vittoria non è un’implicita ammissione di responsabilità ma solo per evitare un costoso processo di 6 mesi.

Majid Kamasaee, un iraniano, querelante principale, ha accolto con favore l’accordo come un tardivo riconoscimento delle sofferenze subite da lui stesso e dalle altre persone. “Non riguarda solo me, ma qualsiasi essere umano che è rimasto intrappolato sull’Isola di Manus”, ha detto Kamasaee, che è stato trattenuto per 11 mesi,

“Nel 2013, a causa della persecuzione religiosa ho lasciato la mia casa in Iran e sono venuto in Australia in cerca di pace ma sono stato mandato a Manus, ed è stato l’inferno. Nel centro siamo stati trattati in modo degradante e crudele”.

Il campo Manus dovrà chiudere in seguito alla decisione del tribunale di Papua Nuova Guinea, e Dutton ha chiarito che i richiedenti asilo saranno trasferiti non in Australia ma in Paesi terzi come gli Stati Uniti o la Cambogia, oppure ricollocati a Papua Nuova Guinea. Il governo non ha invece parlato di alcun piano per chiudere la struttura di Nauru.

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