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Aviatori Usa puniti ma non processati per raid su ospedale

LOS ANGELES – Il Pentagono degli Stai Uniti, Usa, ha avviato una punizione disciplinare nei confronti di 16 membri dei dipendenti per aver colpito un ospedale di Medici senza frontiere in Afghanistan durante un raid e aver ucciso oltre 20 persone. Il sito Los Angeles Times spiega che dopo una indagine durata circa sei mesi, gli aviatori statunitensi sono stati puniti per il raid aereo, ma non processati.

L’attacco è avvenuto lo scorso 3 ottobre a Kunduz, quando un bombardamento aereo degli Usa ha causato la morte di 24 persone tra personale medico, pazienti e altre persone di origine afghana. Sono 16 le persone ritenute colpevoli degli omicidi compiuti durante il raid, tra cui due generali, la squadra di un Air Force AC-130 che ha eseguito l’attacco e persone delle forze speciali.

Solo uno degli ufficiale ha avuto la peggio, con la sospensione dai suoi incarichi in Afghanistan, mentre gli altri hanno ricevuto punizioni decisamente più lievi: per 6 di loro c’è l’obbligo di ad un corso di counseling, per altri 7 ci sono lettere di rimprovero e infinite 2 persone che attendono il processo.

Punizioni che sembrano inevitabili, scrive il Los Angeles Times, dato che le truppe statunitensi erano state informate per tempo dello scontro a fuoco e del raid aereo in atto proprio nella zona di Kunduz. Il raid ha rischiato di scatenare un incidenti diplomatico, con le organizzazioni di aiuto che hanno chiesto la persecuzione degli autori della strage in cui morirono 42 tra adulti e bambini.

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