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Germania, strage armeni genocidio. Turchia: via ambasciatore

BERLINO – Il Parlamento tedesco ha approvato oggi, 2 giugno, una mozione che etichetta come ‘genocidio‘ la strage di armeni compiuta dai turchi ottomani un secolo fa e il governo di Erdokan ha richiamato il proprio ambasciatore in Germania.

Il parlamento tedesco ha approvato la risoluzione che riconosce come “genocidio” il massacro degli armeni ad opera dell’Impero Ottomano. Una decisione che “comprometterà seriamente i rapporti tra i due paesi”, replica il presidente Recep Tayyip Erdogan che come già minacciato nei giorni scorsi, ora parla di conseguenze nei rapporti bilaterali a livello economico e militare. Per Ankara l’approvazione è “un errore storico” e respinge quanto votato da Berlino come “nullo e mai avvenuto”. La prima conseguenza reale è quella di aver richiamato l’ambasciatore che ha lasciato la Germania.

La cancelliera Merkel ha provato subito a smorzare i toni: “C’è molto che lega la Germania alla Turchia e, anche se abbiamo differenze di opinione su un singolo tema, la portata dei nostri collegamenti, della nostra amicizia e dei nostri nostri legami strategici è troppo grande”. Ma per il vicepremier turco Numan Kurtulmus l’adozione del testo “è indegna delle relazioni di amicizia tra i nostri paesi”. Kurtulmus aggiunge che la Turchia risponderà “in modo adeguato”. E il ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu twitta: “Il modo per chiudere pagine oscure della propria storia non è infangare la storia di altri paesi con decisioni parlamentari irresponsabili e infondate”.

La mozione, presentata dal blocco conservatore della cancelliera Angela Merkel insieme a socialdemocratici e Verdi, è passata a larghissima maggioranza con l’appoggio di tutti i partiti al Bundestag. Questa mattina, il primo ministro turco Binali Yildirim ha detto che il voto sarebbe stato “un vero test di amicizia” tra i due Paesi, riprendendo così l’avvertimento lanciato ieri a Berlino, secondo cui un’eventuale approvazione della mozione avrebbe danneggiato le relazioni con la Germania.

L’approvazione della risoluzione da parte della Camera bassa tedesca giunge al culmine delle tensioni per l’approvazione dell’accordo sulla crisi dei migranti che prevede, in cambio dell’aiuto di Ankara, l’abolizione del visto Ue per i cittadini turchi se la Turchia rispetterà le condizioni poste da Bruxelles. Il voto di oggi era stato programmato lo scorso anno ma fu congelato dopo una serrata polemica internazionale proprio per non compromettere i rapporti tra Germania e Turchia.

Venti Paesi – tra i quali Italia, Francia e Russia – hanno già riconosciuto ufficialmente lo status di genocidio al massacro degli armeni. L’anno scorso durane la commemorazione per i cento anni del massacro, alla quale parteciparono i leader di mezzo mondo, Papa Francesco lo definì “il primo genocidio del XX secolo”.

Prima dell’approvazione, il premier turco Binali Yildirim aveva parlato di decisione “irrazionale”.

Il voto nel Parlamento di Berlino, aveva aggiunto Yildirim, sarà “un vero e proprio test per l’amicizia” tra i due Paesi, sostenendo che comunque è “un problema della Germania” visto che lì vivono “3,5 milioni di elettori di origine turca” che “contribuiscono per “40 miliardi all’economia tedesca”. In precedenza, il premier di Ankara aveva assicurato che in ogni caso non sarà questo voto a mettere in discussione l’accordo con l’Ue sui migranti.