Blitz quotidiano
powered by aruba

Bici (elettriche) uccidono: vietate a Pechino e Shanghai

PECHINO – Bici elettriche vietate a Shanghai e Pechino: troppi morti. Ma i cinesi non si arrendono e continuano ad usarle: del resto sono gli unici mezzi (oltretutto economici) per muoversi nel traffico.

Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, ogni anno in Cina muoiono sulle strade 260mila persone. Il 60 per cento di queste vittime sono pedoni, ciclisti e motociclisti. Le biciclette elettriche, in particolare, sarebbero responsabili del 13 per cento degli incidenti mortali della città e del 37 per cento di quelli con feriti.

Lo scorso aprile, spiega Cecilia Attanasio Ghezzi su La Stampa, 

bici e bici elettriche sono state vitate nelle dieci strade maggiori del centro storico, compreso Chang’an, l’ampio viale che divide orizzontalmente la città permettendo ai veicoli di passare tra la porta meridionale della Città proibita e piazza Tian’anmen.

Le prime biciclette elettriche sono apparse nel 1996, ma è solo in questi ultimi anni che hanno invaso le città cinesi. In particolare Pechino ha 5,6 milioni di motorini e 2,5 milioni di bici elettriche. Continua La Stampa:

Nonostante le restrizioni sulle vendite si parla di 300mila nuovi veicoli comprati ogni anno di cui solo una percentuale risibile è registrata alla polizia. L’esempio più lampante dell’inutilità di alcuni divieti, sono delle specie di Api su tre ruote. Anch’esse elettriche e prive di targa, sono state vietate nel 2014 ma continuano a solcare le strade della capitale in centinaia di migliaia. Scompaiono semplicemente durante i cosiddetti “periodi sensibili”, ovvero nei giorni segnati da importanti conferenze di Partito o eventi internazionali. Il resto dell’anno sono il principale strumento dell’ecommerce, un giro d’affari da 520 miliardi di euro all’anno (+ 30 per cento sul 2015). Sarà difficile fermarli.


PER SAPERNE DI PIU'