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Blue Whale, ideatore Philipp Budeikin arrestato: “Non mi pento. Ho purificato la società”

Blue Whale, ideatore Philipp Budeikin arrestato: "Non mi pento. Ho purificato la società"
Blue Whale, ideatore Philipp Budeikin arrestato: "Non mi pento. Ho purificato la società"

Blue Whale, ideatore Philipp Budeikin arrestato: “Non mi pento. Ho purificato la società”

MOSCA – “Non mi pento. Anzi, un giorno mi ringrazierete”. Sono le ciniche parole di Philipp Budeikin, il ventiduenne russo ideatore del Blue Whale, nuovo inquietante gioco al massacro che ha portato al suicidio decine di adolescenti in Russia. Il giovane, reo confesso, è stato arrestato e non mostra alcun segno di rimorso. Si dice orgoglioso della sua creatura: “Un giorno capirete, ho purificato la società”.

Più che una moda il Blue Whale è una vera e propria follia che ha già fatto 130 morti in Russia. E’ una specie di gioco al suicidio in 50 giorni: chi sceglie di partecipare alla alienante battaglia masochista deve superare una serie di prove estreme, sempre più h**d, e documentarle con apposito selfie. Si va da “incidi sul tuo braccio una balena col coltello” (da cui prende nome il gioco) a “guarda film horror per 24 ore” o “svegliati ogni giorno alle 4.20”. Fino alla prova più estrema e ultimativa: “Trova il palazzo più alto… e salta“. Già in 130 sono arrivati fino in fondo.

Philipp  Budeikin è accusato di aver istigato al suicidio almeno una quindicina di adolescenti negli ultimi mesi dopo aver attratto con l’inganno su Vk, il social network più in voga in Russia, centinaia di giovanissimi e averli spinti ad accettare l’estrema sfida. Budeikin, studente di Psicologia, ha selezionato accuratamente le sue vittime, tutti con problemi psichici e persi nelle insidie del web.

Secondo quanto riporta Metro, durante l’interrogatorio il giovane ha illustrato con cinica freddezza il suo piano: “Ci sono le persone e gli scarti biologici. Io selezionavo gli scarti biologici, quelli più facilmente manipolabili, che avrebbero fatto solo danni a loro stessi e alla società. Li ho spinti al suicidio per purificare la nostra società”. E ancora: “Ho fatto morire quelle adolescenti, ma erano felici di farlo. Per la prima volta avevo dato loro tutto quello che non avevano avuto nelle loro vite: calore, comprensione, importanza”.

Philipp Budeikin è attualmente detenuto nel carcere di San Pietroburgo. Riceve quotidianamente lettere d’amore da parte di adolescenti adescate su internet per partecipare al suo sadico gioco. Ma il mondo è tutt’altro che al sicuro: i casi di emulazione sono triplicati e hanno raggiunto ogni angolo del globo.

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