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Brasile, ex presidente Lula da Silva rinviato a giudizio per “ostruzione”

RIO DE JANEIRO – Rinviato a giudizio l’ex presidente del Brasile Luiz Inacio Lula da Silva. L’accusa della magistratura è di “tentata ostruzione” nell’ambito dell’inchiesta sui fondi neri Petrobras. Oltre all’ex presidente brasiliano andranno a processo altri sei politici e banchieri, tra cui l’ex Btg André Esteves. L’accusa per tutti è di aver cercato di comprare il silenzio dell’ex direttore del colosso petrolifero statale, Nestor Cerverò, nel frattempo divenuto collaboratore di giustizia.

Si tratta della prima denuncia accolta contro l’ex capo di Stato, che è sotto indagine anche della procura di Curitiba (guidata da Sergio Moro, il pm simbolo dell’inchiesta ‘Lava Jato’) per sospetto riciclaggio di denaro e occultamento di fondi. Proprio il 28 luglio Lula ha presentato ricorso al Consiglio dei diritti umani dell’Onu contro quelli che ritiene “abusi di potere” del pool di magistrati della Mani Pulite verde-oro.

Lo scorso 4 marzo l’ex presidente brasiliano era stato fermato dalle forze dell’ordine durante un blitz nella sua casa a Sao Bernardo do Campo, nell’entroterra di San Paolo. Lula doveva essere interrogato nell’ambito dell’inchiesta sullo scandalo di tangenti dentro Petrobras, l’azienda statale brasiliana del petrolio.

L’ex capo di Stato è stato oggetto di accompagnamento coattivo e sarà obbligato a deporre davanti alla polizia giudiziaria. In quella occasione gli agenti hanno perquisito anche altri locali, tra cui la casa del figlio di Lula, Fabio Luiz Lula da Silva, l’Istituto Lula e la sede della holding delle costruzioni Odebrecht.