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Brasile: giudice blocca Lula ministro. Anche popolo contro

BRASILIA – Un giudice blocca la nomina di Lula a ministro del governo di Dilma Rousseff perché questo ruolo impedirebbe di indagare adeguatamente nei suoi confronti. Inoltre nel giorno del giuramento dell’ex presidente del Brasile tante persone hanno manifestato contro questa decisione, e ci sono stati anche scontri.

Il giudice federale brasiliano Itagiba Catta Preta Neto, del 4/o tribunale del Distretto federale, ha emesso una sentenza provvisoria che sospende la nomina dell’ex presidente della Repubblica, Luiz Inacio Lula da Silva, a ministro della Casa civile. Il governo della presidente Dilma Rousseff può fare ricorso contro la decisione.

Secondo il giudice, il giuramento di Lula, avvenutoa Brasilia, presenta indizi di “irregolarità” e può rappresentare un “intervento indebito nell’attività della polizia, dei pm e della magistratura”. Nello stesso provvedimento provvisorio, Catta Preta ha disposto che la presidente Rousseff sia intimata all'”immediata esecuzione” della sua decisione. “Ci aspettavamo qualcosa del genere, il governo farà subito appello”, ha annunciato l’ex ministro Gilberto Carvalho.

Tensione altissima per le strade prima del giuramento: tafferugli tra manifestanti a favore e contro l’attuale esecutivo sono in corso a Brasilia, davanti alla sede della presidenza della Repubblica, mentre cresce la protesta anche per le vie di San Paolo, dove si sta schierando la polizia anti-sommossa. Immagini televisive mostrano cortei spontanei in varie altre città del Paese. Piccola contestazione dopo la firma di Lula. Una persona presente alla cerimonia ha gridato “Vergogna!”, ma è stata sommersa dai fischi. Mentre la tv mostra le immagini del giuramento si sentono ‘panelacos’ dalle finestre in molte città del Brasile.

Nonostante l’affetto personale che lega i due, quello tra l’ex presidente Lula e la presidente Dilma appare come un matrimonio di convenienza, combinato dal Partito dei lavoratori, dal quale entrambi sperano di ottenere dei vantaggi. Lula si sarebbe messo al riparo dai giudici della Mani Pulite brasiliana, che hanno chiesto il suo arresto preventivo. In cambio avrebbe offerto il suo carisma e la sua riconosciuta abilità di mediatore per tentare di stoppare in parlamento la richiesta di impeachment che toglie il sonno a Dilma. Il Pt non dispone infatti dei voti necessari per bloccare l’impeachment, se e quando sarà discusso alla Camera. Per questo Lula dovrà tentare di ricompattare i riottosi alleati di governo per tenere in vita il Dilma 2 fino alla scadenza naturale del 2018, quando il ‘grande vecchio’ della sinistra brasiliana tenterà di ottenere dalle urne un terzo mandato.

 


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