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Brasile. In 10 anni area trasmissione dengue quadruplicata

In un decennio l'area di trasmissione della dengue in Brasile e' piu' che quadruplicata, passando da 1,5 milioni di chilometri quadrati a 6,9 milioni e la trasmissione avviene con la stessa zanzara vettore del virus Zika. La ricerca e' stata pubblicata sulla rivista The Lancet.

BRASILE, SAN PAOLO – In un decennio l’area di trasmissione della dengue in Brasile e’ piu’ che quadruplicata, passando da 1,5 milioni di chilometri quadrati a 6,9 milioni e la trasmissione avviene con la stessa zanzara vettore del virus Zika. La ricerca e’ stata pubblicata sulla rivista The Lancet.

Tracciando le rotte di coloro che si sono spostati dalle aree infette in altri Paesi e’ stata verificata la forte potenzialita’ di espansione del virus. I ricercatori, guidati da Oliver Brady dell’Università di Oxford, hanno studiato e verificato un legame fra i movimenti di quasi 10 milioni di persone che hanno lasciato il Paese verso le aree esterne dove Zika è arrivato nel corpo di persone contagiate in Brasile.

Il 65% delle persone sono andate in altri Paesi sudamericani, il 27% in Europa e il 5% in Asia. Lo studio ha concluso che circa il 60% della popolazione degli Stati Uniti, Italia e Argentina – alcuni dei Paesi con il più alto numero di turisti verso il Brasile – vive in aree dove potrebbe si potrebbe realizzare la trasmissione ‘stagionale’ della malattia.

E solo negli Stati Uniti 22,7 milioni di persone risiedono nelle zone dove potenzialmente la trasmissione di Zika puo’ avvenire tutto l’anno. “Il ministro della Salute Marcelo Castro non ha commesso alcun errore nel dichiarare che il Paese sta perdendo la lotta contro l’Aedes. ”Ma sarebbe piu’ corretto dire che il mondo sta perdendo la battaglia, perché il problema non è solo in Brasile”, spiega il virologo Paolo Zanotto dell’Istituto di Scienze Biomediche dell’Universita’ di San Paolo.

Per Zanotto, che coordina una task force di vari laboratori impegnati a studiare il virus Zika, potrebbe esserci una correlazione con il cambiamento climatico. “Quando la temperatura esterna aumenta, il periodo di incubazione del virus nella zanzara è molto più veloce”, dice. ”Senza contare che con il calore la zanzara è più attiva.