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Brendan Dassey, protagonista “Making a Murderer” sarà liberato dopo 10 anni carcere

LONDRA  – Brendan Dassey, nipote di Steve Avery, la cui storia è stata raccontata nella seguita docu-serie “Making a Murderer”, prodotto da Netflix, dopo 10 anni di prigione sarà rilasciato sotto supervisione, come deciso dal giudice.

Il ragazzo, ora 27 anni, stava scontando l’ergastolo per concorso in omicidio e violenza se**uale della giovane fotografa locale Theresa Halbach, avvenuta nel 2005 a Manitowoc, Wisconsin, con possibilità di libertà condizionale nel 2048, mentre lo zio Steve, fu condannato all’ergastolo senza condizionale in primo grado, per omicidio doloso.

L’allora sedicenne confessò l’omicidio,ma nell’ agosto scorso, il magistrato William Duffin, ha stabilito che la polizia costrinse il giovane Dassey a confessare sotto pressioni psicologiche e facendogli descrivere come avrebbe presumibilmente violentato, accoltellato, sparato e smembrato il corpo della donna sotto la guida dello zio Steven Avery.

Lo stesso giudice ha deciso per la liberazione del ragazzo, che avrà tempo fino a domani per indicare l’indirizzo della casa dove andrà a vivere; il suo avvocato spera di riuscire a tirarlo fuori di prigione prima del giorno del Ringraziamento.  A distanza di poche ore dalla clamorosa decisione di rilasciare il ragazzo, tuttavia il procuratore generale del Wisconsin avrebbe presentato una procedura d’urgenza mirata a bloccare il provvedimento.

La presunta confessione di Dassey, fu uno dei momenti più scioccanti del documentario “Making a Murderer”. Theresa Halbach fu uccisa il giorno di Halloween del 2005, dopo aver visitato la famiglia Avery a Manitowoc County. Gli investigatori, sostengono che il ragazzo l’abbia attirata nel retro della casa con la scusa di scattare delle fotografie ad un minivan. Nella docu-serie, gli agenti di polizia costringono Dassey a confessare l’omicidio della ragazza, che sarebbe avvenuto con l’ausilio dello zio Steven.

Il documentario, inoltre, suggerisce che Avery sia stato incastrato dagli agenti di polizia poiché serbavano evidentemente del rancore nei suoi confronti: erano gli stessi che 18 anni prima lo avevano incastrato sempre per omicidio e per questo avrebbe dovuto incassare un risarcimento milionario dalla contea di Manitowoc, nel Wisconsin.

Dassey è stato condannato all’ergastolo nel 2007, dopo il suo arresto avvenuto nel marzo 2006. Alcune perizie lo descrivono come un ragazzo dall’apprendimento molto lento, con difficoltà di comprensione del linguaggio e verbale. “Adesso siamo concentrati sulla sua uscita dal cercare, riunirlo alla famiglia e reintegrarlo nella società” ha detto il suo avvocato.  Dassey non potrà ottenere la licenza di detenzione di armi e ricevuto l’ordine di non avere nessun tipo di contatto con la famiglia della vittima.

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