Blitz quotidiano
powered by aruba

Bruciato vivo da moglie. Pakistan, il contrario di femminicidio è notizia

ISLAMABAD – In un Paese dove sono frequenti le notizie di uomini che ammazzano, picchiano o violentano le donne, la morte di Muhammad Suhail, 32 anni, padre di quattro figlie femmine, ha suscitato l’interesse di media e dell’opinione pubblica. Siamo a Karachi, nel Sud del Pakistan, dove Maria, moglie di Muhammad è stata arrestata: è accusata di averlo ucciso, con la complicità di alcuni parenti, cospargendone il corpo di cherosene. Muhammad è morto arso vivo, proprio come Vania Vannucchi, la 46enne di Lucca uccisa dall’ex compagno e collega di lavoro.

La madre del defunto Muhammad, Safia Begum, ha scritto nella denuncia presentata alla polizia che Maria, la sposa di suo figlio, ha compiuto l’omicidio con l’aiuto del fratello e di alcuni altri parenti. Sulla base di questo gli agenti hanno arrestato la donna ed altre due persone, aprendo nello stesso tempo le indagini.

Da parte sua Seema, sorella della vittima, ha spiegato ai giornalisti che Maria era stanca di vivere in casa della suocera ed aveva chiesto al marito un trasferimento di domicilio che però lui aveva negato. Questo ha suscitato un intenso conflitto famigliare che ha spinto anche la donna ad abbandonare lo sposo e a tornare a casa dei suoi genitori. Interrogata, Maria ha però negato ogni addebito, sostenendo che il marito, che la torturava, si è invece suicidato.


TAG: