Blitz quotidiano
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Carlito Brigande, da criminale a combattente per Allah

ROMA – Vulnet Maqelara, alias Carlito Brigande, uno dei criminali macedoni più pericolosi degli ultimi vent’anni nonché ex militante dell’Esercito di Liberazione Nazionale (UCK), è stato arrestato a Roma martedì scorso, 8 marzo. I carabinieri del Ros ritengono che si sia arruolato con l’Isis, e ne hanno documentato il suo tentativo di scappare in Iraq per compiere almeno un attentato con un’autobomba.

L’ordinanza di custodia cautelare è indirizzata anche all’uomo che lo ha arruolato: Barhoumi Firas, un tunisino di 29 anni, transitato in Italia prima del trasferimento in Iraq nelle file del Califfato. I due si sono conosciuti nel carcere di Rebibbia mesi fa. Un terzo straniero, il 26enne macedone Abdula Kurtishi, evaso da un carcere del suo Paese ed in contatto con Brigande, è stato arrestato la scorsa notte a Roma per evasione e pos di documenti falsi.

Brigande, 41 anni è nato a Debar in Macedonia ed è entrato e uscito di prigione diverse volte. Come racconta Repubblica,

prima del 2004 scontò una pena di 15 anni in Italia per rapine, poi fu arrestato di nuovo a Skopje perché accusato di essere un trafficante di uomini. Ha cambiato il suo vero nome (Vulnet Makelara) in Karlito Brigande, in onore al personaggio del film Carlito’s Way. Viveva a Roma, nel quartiere di Torre Spaccata, ed era stato catturato già il due novembre scorso, su mandato internazionale del tribunale macedone di Gostivar, per reati di “lesioni personali gravi, pericolosità pubblica, detenzione illegale di armi e materiale esplosivo, aggressione a pubblico ufficiale”. Notizia tenuta coperta per esigenze di indagine.

Dalla perquisizione dell’appartamento e dall’analisi di quattro telefonini cellulari, però, gli investigatori si sono accorti che Brigande stava per unirsi all’Isis. Sono state acquisite decine di messaggi audio che si è scambiato con Firas attraverso la chat di Telegram.