Blitz quotidiano
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Castrazione chimica e microchip contro chi abusa dei bambini

GIACARTA – Castrazione chimica e microchip sottopelle per i . Sono le nuove severissime pene al vaglio dei legislatori in Indonesia. Una risposta durissima alle crescenti preoccupazioni tra la popolazione nell’arcipelago del sud est asiatico, ancora scosso dallo stupro di gruppo di una ragazzina di appena 14 anni avvenuto il mese scorso. L’orrore si è consumato sull’isola di Sumatra, la più grande dell’arcipelago. La vittima fu trovata morta, e legata in un bosco, soltanto tre giorni dopo l’odioso .

Il nuovo progetto di legge allo studio delle autorità prevede l’applicazione di un microchip sottopelle per coloro i quali violentano e abusano di minori indifesi, al fine di tracciarne i movimenti. Non solo: nei casi più gravi si potrebbe ricorrere anche alla castrazione chimica. La legge dovrebbe anche prevedere un innalzamento della durata massima del carcere per gli stupratori di bambini, che attualmente è di 15 anni.

Il presidente indonesiano Joko Widodo ha detto di aver dato il suo consenso per un inasprimento delle pene, e un portavoce del ministero della Giustizia ha confermato che entrambe le pene, castrazione e michorchip, sono prese in seria considerazione.

Utilizzata già in Francia, Germania, Svezia e Danimarca, per limitarci al continente europeo, la castrazione chimica avviene somministrando al paziente ( violentatore o ) alcuni farmaci a base di ormoni che hanno l’effetto di ridurre il desiderio interferendo con l’attività del testosterone (Depo Provera,Androcur, Lupron). L’effetto di tali farmaci può variare da 20 giorni a tre mesi. La castrazione chimica comporta, tuttavia, effetti collaterali sulle facoltà’ cognitive e sulla insorgenza dell’osteoporosi.

Negli Usa, è conseguente alla pena comminata dal tribunale; in Germania, dal 1969, solo se il soggetto ha superato i 25 anni ed a seguito di una perizia medica; in Svezia dal 1993 solo con il consenso dell’interessato e se quest’ultimo è suscettibile di divenire recidivo; in Danimarca dal 1973 dove ha sostituito la castrazione vera e propria, cioè chirurgica: il condannato poteva scegliere tra quella o la prigione; in Francia, dal 1997; in Norvegia è stata applicata a quattro stupratori consenzienti.