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Cecchino misterioso uccide da distante 3 capi Isis in Libia

Cecchino misterioso all'opera contro i capi Isis in Libia: ne ha già ammazzati 3, uno alla volta. I capi Isis in Libia, informa il Daily Mail, "vivono nel terrore" da 10 giorni, da quando un misterioso cecchino ha iniziato a prenderli di mira, con un fucile di precisione a lunga distanza. Ne ha già fatto secchi tre

LONDRA – Cecchino misterioso all’opera contro i capi Isis in Libia: ne ha già ammazzati 3, uno alla volta. I capi Isis in Libia, informa il Daily Mail, “vivono nel terrore” da 10 giorni, da quando un misterioso cecchino ha iniziato a prenderli di mira, con un fucile di precisione a lunga distanza. Ne ha già fatto secchi tre e i possibili prossimi della lista starebbero scappando come topi, mentre i loro guerrieri rastrellano Sirte, dove sembra installato il cecchino, casa per casa. Sembra il film “The Marksman” solo che è vero, più come “American Sniper” di Clint Eastwood.

I capi Isis sono stati presi a bersaglio dal cecchino a Sirte, sulla costa della Libia, dove nacque Muammar Gheddafi, che è diventata base dei terroristi islamici un anno fa. Sono presenti in città circa 3 mila militanti islamici.

Il cecchino è stato soprannominato “Daesh hunter”, un macabro gioco di parole fra Daesh, altro nome di Isis, e il titolo del film “The Deer Hunter” (Il Cacciatore) del 1978 (con Robert De Niro, Christopher Walken, Meryl Streep).

Daniele Raineri, un giornalista italiano molto competente in materia, dal suo account Twitter getta acqua sul fuoco:

“I Social media colorano la storia dello “sniper di Sirte” con totale mancanza di sobrietà. Occhio alle voci senza fondamento”.

Il primo leader di Isis a essere fulminato dal cecchino è stato Hamad Abdel Hady,  un cittadino del Sudan, ucciso il 13 gennaio, a quanto riferisce il sito Libya Prospect.  Il suo nome di battaglia era Abu Anas Al-Muhajer. Era un giudice del tribunale della Sharia, dove si applica la legge islamica comminando decapitazioni, crocifissioni e mutilazioni ai più fortunati. Il cecchino lo ha preso in pieno mentre entrava in un ospdale.

Stessa sorte è toccata a Mohammed Dernawi, ucciso il 19 gennaio vicino a casa sua.

È stato poi il turno, il 23 gennaio, di Abdullah Hamad al Ansari, un capo di un certo peso nella Libia meridionale, in visita a Sirte, freddato all’uscita da una moschea.

Secondo il Daily Mail, che cita il giornalista del Foglio Daniele Raineri, potrebbe non essere l’inizio di una sistematica campagna di eliminazione dei combattenti di Isis a Sirte. Daniele Raineri ha infatti ricordato che un killeraggio simile ci fu nel luglio 2015, quando fu ucciso un predicatore Isis. Ranieri conosce bene i fatti del terrorismo islamico. Il suo nome fu collegato anche con le due ragazze italiane rapite in Siria nel gennaio 2015, Greta Ramelli e Vanessa Marzullo.

Per gli abitanti di Sirte che sono rimasti sotto il giogo islamico, però, il cecchino è diventato una specie di eroe, secondo il giornale Libya Herald.

I terroristi islamici non sono molto popolari a Sirte. Pochi giorni dopo la prima uccisione è stato diffuso un “po report” in si vedeva l’esecuzione di 3 uomini e un altro frustato per avere bevuto alcolici.