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Cercatori di tombe nella Louisiana delle inondazioni: una app le riconoscerà

ROMA – Cercatori di tombe nella Louisiana delle inondazioni: una app le riconoscerà. “Durante un umido e torrido pomeriggio, Arbie Goings uscì a caccia della morte errante”: non si tratta del macabro incipit dell’ennesimo racconto gotico sul ritorno dei morti viventi, ma dell’inizio dell’articolo che Campbell Robertson sul New York Times ha dedicato agli effetti delle disastrose e continue inondazioni causate dagli uragani nella Louisiana e nel delta del Mississippi.

 

Le alluvioni, oltre a distruggere uomini e cose, hanno travolto i cimiteri, scoperchiando le bare, sradicando le tombe, con i sarcofaghi che galleggiano, i poveri resti mischiati al fango che copre ogni cosa. Ripristinarne l’esatta ubicazione e soprattutto restituire i nomi giusti alle bare corrispondenti è un’impresa. Di più e di meno: un lavoro, una professione inedita ma indispensabile.

E’ questo che fa Arbie Goings, veterano del settore mortuario, da qualche settimana svolge il mestiere di “cemetery recovery consultant” (consulente sul recupero dei cimiteri). Insieme a un paio di assistenti sta cercando di trasformare la mentalità del posto intanto riconoscendo che non si può più parlare di emergenza: uragani e alluvioni provocate dall’innalzamento delle acque di Mississippi e Golfo del Messico, non finiranno mai.

Si deve, inoltre, far affidamento alla tecnologia e lavorare di fantasia: codici a barre (“Wallmart ci organizza la movimentazione di miliardi di scatole”) sulle bare per identificarne per sempre il proprietario, una app per consentirne il ritrovamento con un semplice telefonino.