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Cesare Battisti, il piano del Brasile: 30 anni invece di 2 ergastoli e ce lo restituiscono

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Cesare Battisti, il piano del Brasile per espellerlo: “Pronti a un blitz” (Foto Ansa)

RIO DE JANEIRO – Il governo brasiliano avrebbe pronto un piano per rispedire l’ex terrorista dei Pac (Proletari armati per il comunismo) Cesare Battisti in Italia già nei prossimi giorni: lo scrive il sito del quotidiano O Globo. E non si tratta di estradizione, che richiederebbe tempi lunghi, ma di espulsione. 

L’idea sarebbe quella di imbarcare l’ex terrorista su un aereo della polizia federale direttamente da Corumbà, la città del Mato Grosso do Sul dove si trova in arresto da due giorni per sospetta evasione fiscale e riciclaggio di denaro, con destinazione Roma.

L’esecutivo del presidente Michel Temer starebbe tentando di risolvere le varie questioni legali per restituire Battisti all’Italia definitivamente. Tra gli ostacoli da superare ci sarebbe l’assenza di una dichiarazione formale da parte del governo italiano che si impegna a rispettare le regole sulla detenzione penale.

In base ai trattati di estradizione, le autorità di Roma devono cioè vincolarsi ad assicurare all’imputato lo stesso regime di detenzione previsto dalle leggi brasiliane, che vietano l’ergastolo, ritenuto incostituzionale. Secondo O Globo, l’Italia dovrebbe impegnarsi ad applicare la pena massima prevista in Brasile per i delitti commessi da Battisti (condannato all’ergastolo nel nostro paese) e cioè non più di 30 anni di carcere.

Inoltre ci vorrebbe l’intervento diretto del presidente Temer, dal momento che Battisti ha avuto l’asilo politico in Brasile grazie ad un decreto dell’ex presidente brasiliano, Luiz Inacio Lula da Silva, che, nel 2010, gli ha concesso un “visto permanente” nel Paese sudamericano e lo status di rifugiato politico.

 

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