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Charles Manson, sua seguace chiede libertà vigilata ma…

LOS ANGELES – Una donna, il cui padre e la matrigna sono stati assassinati dalla famiglia Manson, ha supplicato affinché l’ex reginetta di bellezza che teneva ferme le due persone mentre venivano accoltellate a morte, resti in carcere. Il delitto, che fece scalpore, risale a quasi mezzo secolo fa ma la vicenda giudiziaria dimostra la radicale differenza fra il sistema americano e quello italiano.

Leslie Van Houten teneva premuto un cuscino sulla faccia di Rosemary La Bianca mentre i Manson uccidevano lei e suo marito, Leno, al quale prima della morte, incisero la parola “guerra” sulla pancia.

La donna, che aveva 19 anni al momento degli omicidi, ha ammesso di aver accoltellato La Bianca ed è stata condannata a morte per omicidio. La pena le è stata poi commutata in ergastolo, ma Van Houten, ora 66 anni, è stata raccomandata per la libertà condizionale dopo essere stata in terapia ed aver tenuto una buona condotta nel penitenziario.

La figlia di Rosemary, Cory La Bianca, ha ora rilasciato un’intervista esclusiva al Los Angeles Times, supplicando le autorità di tenere l’assassina in carcere. “Sono molto dispiaciuta per la sentenza”, ha detto. “Dobbiamo tutti sentirci responsabili per il nostro comportamento. Il minimo che possiamo fare, quando qualcuno commette un contro un altro essere umano, è quello di tenerlo in prigione”.

La donna ha raccontato che il figlio di 41 anni, è scoppiato in lacrime mentre ascoltava la sentenza con cui il California Institution for Women ritiene Van Houten “idonea al rilascio” dopo anni di carcere. Van Houten, la più giovane degli adepti della setta di Manson ha seguito un “programma di auto-aiuto, corsi e terapia” e ha dato un’idea sul perché ha commesso i crimini”, ha detto un portavoce del Department of Corrections.

L’assassina denunciò Manson e i suoi insegnamenti, subito dopo la sua condanna per il reato di omicidio. Van Houten, cui è stata negata la libertà condizionale nel 2013, doveva essere ascoltata nuovamente non prima del 2018.  Tuttavia, secondo un rapporto del San Francisco Chronicle, Van Houten aveva segnalato molte carenze nell’udienza del 2013 e le è stata concessa un’udienza in anticipo sui tempi previsti.

Il caso dovrà essere rivisto, il che può richiedere anche quattro mesi, mentre la decisione finale sul rilascio di Van Houten spetterà al governatore Jerry Brown.

“Forse Leslie Van Houten è stata un detenuto modello”, ha detto Cory La Bianca. “Ma noi ancora soffriamo per la nostra perdita”.  Parlando di suo padre, ha detto:”Lui non ha potuto vivere la sua vita e io vivrò per lui”. Ha aggiunto che suo nipote recentemente le ha chiesto di suo padre, lasciandola senza parole. “Come si fa a rispondere a un bambino di sei anni?”, ha detto La Bianca.

Ora, intende fare appello al governatore Brown per chiedere che intervenga affinché l’adepta di Manson resti in carcere.

Ric Pfeiffer, avvocato di Leslie Van Houten, ha detto al Los Angeles Time:”Molte persone che si oppongono alla libertà condizionale non sanno nulla sulla condotta di Leslie”. “Il suo ruolo era cattivo. Quello di tutti era cattivo. Ma le persone non sanno come si è comportata da allora e tutto il bene che ha fatto”.

Van Houten, che ha proposto il primo tentativo di rilascio nel 1979 e ha presentato domanda di libertà vigilata 20 volte in tutto, nel corso dell’udienza ha raccontato del suo ruolo nell’uccisione di La Bianca e sua moglie .

L’ex reginetta, che si è descritta come una hippy al momento degli omicidi, ha raccontato che prima di unirsi all’accoltellamento guardava soltanto, ma poi un altro seguace di Manson le disse di fare qualcosa. Si descrive come una giovane donna arrabbiata per il divorzio dei suoi genitori.

Durante la sua testimonianza di cinque ore, Van Houten ha descritto Manson come un “uomo simile a Cristo, che aveva tutte le risposte”. Poi è scesa nei dettagli su come teneva ferma Rosemary La Bianca, fissava un cuscino con il cavo di una lampada mentre un altro seguace della famiglia Manson l’accoltellava più volte. Ha detto:”Non c’è nulla in tutto ciò che mi faccia sentire minimamente a posto con me stessa”.

Van Houten per l’omicidio del benestante droghiere Leno La Bianca e sua moglie, ha trascorso in carcere, fino a oggi, più di 40 anni. Il commissario per la libertà vigilata Ali Zarrinnam alla fine del dibattimaneto ha detto alla Van Houten:”Il tuo comportamento in carcere parla da sé. Quarantasei anni detenuta e nemmeno una sola grave violazione delle regole”.

I La Bianca furono accoltellati numerose volte e la parola “guerra” incisa sulla pancia di Leno. Van Houten era la più giovane dei seguaci di Manson che partecipò a uno dei delitti più noti della nazione, dopo essere entrata nel tunnel della droga e unita alla setta di Manson nel 1960.

In carcere, Van Houten, oggi 66 anni, ha ottenuto il diploma di scuola superiore e mostrato un comportamento esemplare. I La Bianca furono uccisi il giorno successivo a quello in cui la cosiddetta famiglia Manson, assassinò Sharon Tate, moglie incinta del regista Roman Polanski, e altre quattro persone.

La sorella della Tate, Debra, ha avviato una petizione online per opporsi alla condizionale per la Van Houten, dicendo non è riuscita a mostrare rimorso per anni dopo i crimini e non può essere attendibile. Gli omicidi rappresentavano l’inizio di quella che Manson riteneva fosse un’imminente guerra razziale tra bianchi e neri. La chiamava “Helter Skelter”, come la canzone dei Beatles.

L’avv. Pfeiffer in una precedente intervista ha dichiarato che la Van Houten non rappresenta alcun pericolo pubblico e deve essere rilasciata. “L’unica cosa violenta che abbia mai fatto in tutta la sua vita è stato questo e che era sotto il controllo di Charles Manson”, ha detto. “Lei non rappresenta un rischio per la sicurezza pubblica e la legge in questo caso afferma che deve essere rilasciata”.

All’ultima udienza, nel 2013, un Parole Commissioner ha detto che la Van Houten non era riuscita a spiegare come fosse possibile che una persona intelligente e beneducata come lei potesse aver commesso crimini così atroci e crudeli. Van Houten ha detto alla giuria che era rimasta traumatizzata dal divorzio dei suoi genitori quando aveva 14 anni, e subito dopo per l’inizio di una gravidanza e l’insistenza di sua madre affinché abortisse. Durante l’udienza, ha chiesto scusa a tutti per aver fatto del male.

Gli avvocati difensori la ritraggono come una giovane donna di buona famiglia, che era stata una reginetta e si è mostrata promettente finché non è rimasta coinvolta dalla droga e reclutata nella setta di Manson.  Nel corso del processo, ha confessato di aver pugnalato Rosemary La Bianca dopo che era morta.

La condanna di Van Houten è stata ribaltata in appello dopo la morte del suo avvocato mentre era in corso il processo. I seguaci della setta Manson erano convinti si trattasse di omicidio ma si ritiene sia morto in un nubifragio. Fu processata due volte e nel 1978 condannata con due accuse di omicidio e associazione a delinquere.

La prima revisione del processo si concluse con verdetto non unanime della giuria, e precedentemente alla condanna del 1978, era fuori con una cauzione di 200.000 dollari in obbligazioni, e ha anche partecipato alla notte degli Oscar con un amico.

Manson, 81 anni, e altri seguaci coinvolti negli omicidi sono ancora in carcere.
A Patricia Krenwinkel e Charles “Tex” Watson è stata negata più volte la libertà condizionale, mentre l’imputata Susan Atkins è morta in carcere nel 2009.

L’ex seguace di Manson, Bruce Davis, aveva ricevuto l’approvazione per la libertà condizionale, ma il governatore Brown ha bloccato il suo rilascio nel 2014, menzionando la gravità dei suoi reati e il rifiuto di ammettere pienamente la responsabilità per il ruolo avuto negli omicidi di uno stunt man e un musicista. Davis non era coinvolto negli omicidi Tate-La Bianca.

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