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Chat jihadista base a Torino: 12 mila iscritti. Controllarli? 220 mila agenti!

Chat jihadista base a Torino: 12 mila iscritti. Controllarli? 220 mila agenti!

Chat jihadista base a Torino: 12 mila iscritti. Controllarli? 220 mila agenti!

ROMA – Chat jihadista, per l’esattezza chat “Lo Stato del Califfato islamico” sul canale della piattaforma Zello. Insomma il luogo di appuntamento e scambio di informazioni, invocazioni e indicazioni sul da farsi per la maggior gloria e potenza dell’Isis, Califfato islamico appunto. Una chat che aveva una base, una stazione a Torino. Era infatti la chat dove attivissimo operava El Aoual, il marocchino arrestato appunto a Torino per più che sospetta attività terroristica.

Una chat, quella per fiancheggiare, diffondere, sostenere e quindi reclutare di certo adepti ma con tutta probabilità anche soldati del Califfato che aveva e sostanzialmente ha ancora 12 mila iscritti. Dodicimila iscritti, il conteggio porta il timbro di Fbi, sono un’enormità. Un’enormità, una montagna non scalabile se quei dodicimila li si vuole controllare uno a uno ogni giorno per tutto il giorno.

Controllare i potenziali terroristi che si radicalizzano come usa dire, si organizzano anche in proprio, decidono di attaccare e seminare morte. Forse con un Tir lanciato sulla folla, forse con un semplice coltello. Controllare, monitorare le varie tappe di questo processo e tenere sotto sorveglianza tutti i potenziali soldati dell’Isis, tutti i sospetti, anzi tutti i sospettabili: è questo quello che la gente chiede ai governi e alle polizie e agli apparati di sicurezza. Ed è questo quello che certa politica predica e promette: controllarli tutti.

San raffaele

Peccato che sia materialmente impossibile. Dodicimila sospettabili, sospettabili perché ad esempio frequentano una chat chiaramente jihadista, non sono certamente dodicimila soldati dell’Isis e neanche sono dodicimila sospetti di incipiente e cripto terrorismo. Però qualcuno di loro con tutta probabilità potrà diventare una minaccia reale, un terrorista vero. Magari cinque su dodicimila, pochissimi. Ma il rischio di quei cinque chiamerebbe la necessità di controllarli tutti 24 ore su 24. Peccato che non si possa.

In Francia ci sono 16 mila sospetti di terrorismo, quelli che vanno sotto la sigla “S” nella classificazione delle forze di polizia e antiterrorismo. Quei sedicimila sono molto di più dei dodicimila della chat che passava anche per quella casa di Torino. Sono già dei veri sospetti, se si allargasse il censimento con il criterio dei frequentatori di chat jihadiste altro che sedicimila in tutta la Francia. La stima, il calcolo fatto dalle polizie francesi è che per controllare ogni giorno tutti i giorni i sedicimila sospetti occorrerebbero trecentomila agenti.

E’ drammatica aritmetica: sorveglianza su tre turni per sedicimila fa trecentomila. Nessun paese può, materialmente può, controllare tutti i sospetti. Facendo le proporzioni, per la chat per monitorare stabilmente i suoi frequentatori servirebbero circa 220 agenti.

Per questa inamovibile circostanza del reale, per questa non rimuovibile distanza e differenza tra il possibile e l’impossibile, l’attentato, l’attacco di quello che più o meno propriamente chiamiamo il “lupo solitario” non è prevenibile. Tanto “solitario” non è, anzi sta in branco piuttosto numeroso. Ma non ci possono essere tanti cani pastori in grado di distinguere il lupo prima che diventi tale. E’ come quando l’attentatore decide di morire nell’attentato. La scelta kamikaze di fatto neutralizza ogni sistema di difesa.

Si può e si deve arrestare, e lo si fa. Si può e si deve espellere. E lo si fa. Si può e si deve controllare a campione e per via di intelligence. E lo si fa. Si può e si deve infiltrare il terrorismo islamico. E speriamo lo si faccia anche se finora è stato difficilissimo farlo. Ma controllare tutti i sospettabili è un’illusione nel migliore dei casi, quello della gente comune. E un inganno, una merce avariata che certa politica spaccia in giro quando sempre e comunque accusa i governi di “non fare abbastanza e di essere deboli”.

A meno che i sospettabili certa politica alla Le Pen-Salvini e non solo non voglia essere presa sul serio e fino in fondo. A meno che questa politica e i suoi fans i sospettabili in realtà non li voglia controllare ma mettere tutti e a prescindere in galera, magari concentrati in un campo. Controllare tutti i sospettabili o è una balla propagandistica, un’esca lanciata dal pescatore-imbonitore, cui è facile abboccare. Oppure è il velo che nasconde la voglia, la fregola dell’aguzzino per il lager. Lo dicono i fatti, i numeri, questi antipatici sconosciuti.

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