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Chi è Jihan Sheikh Ahmad: la comandante curda anti Isis

ROMA – E’ stata una donna, una guerrigliera curda, Jihan Sheikh Ahmad, ad annunciare che sui jihadisti dello Stato islamico che occupano la città siriana di Raqqa sta per scatenarsi l'”Ira dell’Eufrate”, ovvero l’operazione militare montata dai combattenti curdi per scacciare gli uomini del califfo al Baghdadi dalla loro ‘capitale’.

In divisa mimetica, con a fianco tre ufficiali da un lato e tre dall’altro, tra cui un’altra donna, Jihan non è entrata nei dettagli militari. Si è limitata rivelare che “in questa fase preliminare, sono 30 mila le persone che prendono parte alla campagna” contro “le forze oscure del terrorismo internazionale rappresentate dall’Isis”. Tuttavia ha anche precisato che “non c’è un coordinamento tra noi e la campagna di Mosul”, ma, ha aggiunto, “la coincidenza dei tempi è naturalmente positiva per poter fermare l’Isis in Medio Oriente nel resto del mondo”.

Jihan ha parlato con tono deciso, solenne, all’altezza della situazione, e il fatto che sia stata proprio una donna a dare l’annuncio dell’avvio dell’offensiva, agli uomini del ‘califfo’ Abu Bakr al Baghdadi sarà sembrato come un affronto. Così come il fatto che lei abbia parlato di “30 mila persone” che prendono parte alla campagna, dunque combattenti uomini e donne.

Quindi di certo un affronto da non prendere alla leggera. Specie considerato che le donne curde si sono dimostrate ottime combattenti, ben addestrate e pronte da sempre persino alla scelta estrema del terrorismo kamikaze, nelle file del Pkk antiturco, come in quelle dei peshmerga che lottano contro l’Isis. Non a caso il loro contributo è stato giudicato fondamentale nella riconquista lo scorso anno della città siriana di Kobane, al confine con la Turchia. Del resto, sin dal 2014 i curdi siriani hanno sfidato apertamente i jihadisti dello Stato islamico (Isis) anche sul piano sociale, oltre che militare, diffondendo un decreto per garantire l’uguaglianza tra i sessi. Uomini e donne devono essere “uguali in ogni aspetto della vita pubblica e privata”, si legge nel testo pubblicato su internet dalle autorita’ curde della provincia di Hassaka, nord-est della Siria.

E in questo quadro, Jihan Sheikh Ahmad ha mostrato di avere anche una visione politica oltre che militare, quando oggi ha affermato che “la nostra opzione è di riconoscere la Turchia come uno stato vicino” e “abbiamo fondate speranze che lo Stato turco non interferirà negli affari interni siriani”. .


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