Blitz quotidiano
powered by aruba

Cina. Emissioni CO2, forse già raggiunto il picco massimo

Complici la transizione e il rallentamento economico, e grazie agli investimenti in energie rinnovabili, la Cina potrebbe aver già raggiunto il suo picco massimo di emissioni di CO2 nel 2014, o comunque potrebbe raggiungerlo già entro il 2025, cinque anni prima di quanto si è impegnato a fare lo stesso governo cinese. A dirlo è uno studio della London School of Economics,

GB, LONDRA – Complici la transizione e il rallentamento economico, e grazie agli investimenti in energie rinnovabili, la Cina potrebbe aver già raggiunto il suo picco massimo di emissioni di CO2 nel 2014, o comunque potrebbe raggiungerlo già entro il 2025, cinque anni prima di quanto si è impegnato a fare lo stesso governo cinese.

A dirlo è uno studio della London School of Economics, secondo cui le precedenti proiezioni sulle emissioni cinesi sarebbero troppo pessimistiche. “Il problema principale degli attuali modelli sulle emissioni cinesi è che spesso non prestano attenzione al cambiamento nella crescita e nella struttura della produzione economica del Paese”, osserva Fergus Green, autore, insieme a Lord Nicholas Stern, dello studio pubblicato sulla rivista Climate Policy.

Stando all’indagine, nel migliore degli scenari la crescita economica annuale della Cina nei prossimi dieci anni raggiungerà al massimo il 6%, a fronte del 10% e oltre registrato nel primo decennio di questo secolo. Tale rallentamento, insieme alla transizione da un’industria pesante e ad alte emissioni verso i servizi, porterà l’intensità energetica del Paese a scendere di almeno il 4%.

Per gli autori l’incremento del consumo energetico primario non supererà l’1,8% all’anno fino al 2025, a fronte di un aumento annuo dell’8% riportato tra il 2000 e il 2013. Allo stesso tempo, proseguono gli esperti, l’energia cinese proverrà sempre di più da fonti non fossili. Per questo il target governativo di generare il 15% dell’energia primaria da fonti rinnovabili entro il 2020 “sarà probabilmente battuto in modo significativo”.

Il rapporto non trova tuttavia d’accordo Xie Zhenhua, il principale negoziatore cinese sul cambiamento climatico, secondo cui le emissioni del Paese stano ancora crescendo a causa dell’industrializzazione e dell’urbanizzazione.