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Cina, il governo vuole proibire la vendita di carne di cane

Cina, il governo vuole proibire la vendita di carne di cane

Cina, il governo vuole proibire la vendita di carne di cane

PECHINO – Al bando la carne di cane, ogni anno puntualmente consumata in strada nel corso del crudele festival cinese di Yulin, in cui vengono rubati e macellati milioni di animali.
Il governo cinese sembra sia disposto a vietare ai ristoranti, ai venditori di strada e agli operatori del mercato, di vendere la carne dei cani.
Il divieto dovrebbe entrare in vigore il 15 giugno, una settimana prima dell’inizio di Yulin, e pare che oltre a multe fino a 100.000 yuan, ci sia anche il rischio di essere arrestati.
Gli attivisti per i diritti degli animali del Duo Duo Animal Welfare Project e Humane Society International (HSI) hanno ricevuto i report di divieto dagli attivisti cinesi, confermati da tre operatori del mercato.
La notizia è stata accolta con entusiasmo, seppure con un pizzico di cautela, da Duo Duo, HSI e dai rispettivi partner omologhi cinesi: tutti in questi anni, hanno svolto delle campagne per mettere uno stop al crudele festival.
In Cina, ogni anno vengono uccisi più di 100 milioni di cani e circa 4 milioni di gatti per mangiare la loro carne.
Contrariamente a quanto si crede, il festival di Yulin non è un evento tradizionale che affonda le radici nel passato, ma “inventato” nel 2010 dai commercianti di carne di cani per aumentare le vendite in quel periodo stagnanti.
La maggior parte sono animali domestici rubati per strada e poi portati al macello; un gran numero di cinesi non mangia carne di cane e proprietari e ladri hanno spesso avuto violenti scontri.
Il commercio della carne del quattro zampe, oltretutto rappresenta una minaccia per la salute pubblica e l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha avvertito che il rischio è di contrarre la rabbia, diffondere il colera.
Gli attivisti ammettono che il divieto è temporaneo e non segna la fine di Yulin e, probabilmente, verranno uccisi ancora molti cani ma rappresenta comunque una vittoria nella campagna in atto per impedire, nel corso del festival, la macellazione di cani e gatti e, inoltre, testimonia la volontà, da parte della Cina, di reprimerne il commercio.

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