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Cina installa missili terra-aria su isole contese

Le immagini satellitari citate da Fox News fanno pensare a due batterie da otto lanciatori di missili e a un sistema radaristico sull'isola di Woody (Yonxing) nelle isole di Paracelso. Taiwan, che è uno dei Paesi che si contende la sovranità sulle isole, ha confermato il dispiegamento cinese dei missili

PECHINO – La Cina ha installato un potente sistema di missili terra-aria su una delle isole al centro delle dispute territoriali nel mar Cinese meridionale: lo ha reso noto Fox News, basandosi sull’esame delle foto satellitari. La vicenda, che è un ulteriore passo del rafforzamento militare nell’area, è stata anche confermata dalle autorità di Taiwan.

Le immagini fanno pensare a due batterie da otto lanciatori di missili e a un sistema radaristico sull‘isola di Woody (Yonxing) nelle isole di Paracelso. A Taiwan, il ministero della Difesa ha confermato la mossa dei militari di Pechino precisando, in una nota, che Taipei “guarda da vicino gli sviluppi” mettendo in guardia le parti coinvolte, senza mai nominare la Cina, dal prendere “qualsiasi azione unilaterale” che possa far salire le tensioni a danno della pace e della stabilità della regione.

Lo specchio di mare compreso tra le isole Sratly e Paracelso è conteso da diversi Paesi della regione, tra cui Vietnam, Taiwan, Filippine, Brunei e Malaysia, oltre alla Cina, che sta costruendo nell’area delle isole artificiali con piste d’atterraggio a uso sia civile che militare.

Secondo Fox News, l’episodio è “un’altra evidenza del fatto che la Cina sta rafforzando la militarizzazione delle isole nel mar Cinese meridionale facendo salire le tensioni nella zona”. I funzionari americani, ha aggiunto l’emittente, hanno confermato l’accuratezza delle immagini e identificato i missili terra-aria nei sistemi HQ-9, forti di una gittata di circa 200 chilometri e quindi potenziale minaccia per qualsiasi aereo civile o militare in volo nelle vicinanze.

VERTICE ASEAN – Proprio nelle stesse ore in cui l’emittente di Rupert Murdoch annunciava l’ultima mossa di Pechino, si concludeva il vertice tra Stati Uniti e Paesi dell’Asean (l’Associazione delle nazioni del sud-est asiatico) con una nota congiunta in cui non sono stati citati né la Cina né il Mar Cinese meridionale proprio a causa delle controversie di Pechino con i Paesi vicini, viste in modo diverso dai vari membri dell’Asean (Indonesia, Malesia, Filippine, Singapore, Thailandia, Brunei, Vietnam, Laos, Birmania e Cambogia).

Stati Uniti e Asean hanno concordato sul “principio della libertà di navigazione” e sulla “risoluzione delle dispute in modo pacifico” ai fini della stabilità e della pace del Sudest asiatico.

Il segretario di stato americano, John Kerry, aveva detto martedì “stiamo lavorando a una dichiarazione forte sulla questione del Mare della Cina Meridionale”, area in cui sono crescenti le tensioni degli alleati americani con Pechino, che rivendica il controllo di tratti di mare ed isole contesi.

Il presidente Obama al termine del vertice che si è tenuto in California ha detto che “gli Stati Uniti continueranno a volare e navigare dovunque la legge internazionale consente”, ha ricordato che “qualsiasi disputa va risolta pacificamente” e ha messo in evidenza che “l’impegno degli Stati Uniti nei confronti dei paesi del sud-est asiatico è forte e duraturo”.

L’Asean (Association of South-East Asian Nations, Associazione delle nazioni del Sudest asiatico) è un’organizzazione nata nel 1967 per promuovere la cooperazione fra i Paesi dell’area.

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