Blitz quotidiano
powered by aruba

Cina: un laboratorio nell’oceano per sfruttare il mare

PECHINO – La Cina ha rivelato un progetto per costruire un laboratorio nell’oceano, che consentirà di sfruttare pienamente le risorse minerali del Mar Meridionale Cinese.

La piattaforma avrà un design particolare e sarà posta nella parte di territorio contestata, fatto che ha suscitato timori di scontri nella regione. Non è ancora chiaro se il laboratorio avrà una funzione militare o comunque un ruolo che potrebbe far accrescere la tensione esplosa negli ultimi anni. L’ambizioso progetto sarà situato a 3.000 metri sotto il livello del mare ed è stato presentato a Bloomberg, da un ministro della scienza.

La Cina, che contesta quasi tutto il Mar Cinese Meridionale, ha ribadito il rifiuto di rispettare qualsiasi decisione presa dal collegio arbitrale delle nazioni unite. “Non creiamo problemi, ma non ne abbiamo nemmeno paura”, ha detto Sun Jianguo, vice capo del Dipartimento del personale delle forze armate. La Cina non permetterà alcuna violazione sulla propria sovranità e sui propri interessi sulla sicurezza, e non rimarrà indifferente di fronte al comportamento irresponsabile di alcuni paesi nel Mar Meridionale o intorno ad esso”.

Il collegio arbitrale dell’Aia nelle prossime settimane dovrebbe emettere il verdetto su una causa intentata dalle Filippine, che hanno chiesto se il vago confine cinese sia consentito ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sulla Legge del Mare. I commenti di Sun sembravano destinati ad un pubblico “domestico”, per i quali tali appelli nazionalistici risuonano con grande forza. Il segretario alla Difesa americano, Ash Carter, ha detto che la sentenza del collegio arbitrale sarebbe “un’opportunità per la Cina e per il resto della regione per tornare ad una rinnovata diplomazia e ad abbassare le tensioni, invece che continuare ad aumentarle”.


TAG: