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Claudio Cappelli, la sorella: “Infami maledetti assassini”

DACCA – C’è anche il brianzolo Claudio Cappelli tra le nove vittime italiane dell’attentato di Dacca, in Bangladesh. Cappelli era un imprenditore. La sua azienda produceva t-shirt, biancheria e altri articoli di abbigliamento. “Sono momenti tragici per tutti noi – ha spiegato faticosamente all’Ansa la sorella di Cappelli – siamo sconvolti dall’azione di questi infami maledetti assassini”. La donna ha poi chiesto silenzio: “Non avremmo mai pensato potesse accadere una cosa del genere… ma ora abbiate pazienza, abbiamo solo bisogno di silenzio”.

Un ricordo di Cappelli è riportato dal Corriere della sera, che ha sentito il console onorario del Bangladesh in Veneto, l’avvocato Gianalberto Scarpa Basteri: “Era entusiasta del suo lavoro – ha spiegato al quotidiano di via Solferino – diceva che era un Paese dove si poteva lavorare molto bene. Eravamo rimasti d’accordo che ci saremmo rivisti al suo ritorno dal Bangladesh”.

Il console Scarpa Basteri non riesce a capacitarsi: “Il quartiere di Gulshan dove si trova il caffè è pieno di ambasciate e sedi legali delle grandi aziende del Bangladesh. Vi sono posti di blocco e si può entrare solo con il pass. È, o meglio era, un quartiere tranquillo e sicuro come i due quartieri attigui Banani e Baridhara. Sono stupito dell’attentato”.