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Cocaina: 500 kg “italiani” su veliero bloccato nell’oceano

ROMA – Cocaina: 500 kg “italiani” su veliero bloccato nell’oceano. Cinquecento chili di cocaina trasportata attraverso l’Oceano Atlantico con un veliero, un’imbarcazione che negli ultimi mesi ha fatto più volte avanti e indietro tra i continenti. Partita dal Brasile, dopo alcuni scali, la droga era destinata a rifornire il mercato dell’Emilia-Romagna e in particolare Bologna e la movida sulla riviera romagnola.

L’imponente carico è stato sequestrato nei pressi di Capo Verde: da lì, attraverso le Canarie e la Spagna, sarebbe arrivato in Italia. Il traffico internazionale di stupefacente, un traffico di altissimo livello secondo gli investigatori, è stato stroncato dal sequestro e da un provvedimento di fermo emesso dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Bologna (Pm Francesco Caleca) ed eseguito dai militari del nucleo investigativo del reparto operativo del comando provinciale di Bologna nei confronti di sei persone, quattro italiani, uno spagnolo e un brasiliano.

Un 48enne di Riccione è stato bloccato a Barcellona, un altro 44enne originario di Ravenna è stato fermato a Capo Verde. Altre misure sono state eseguite tra Bologna e Milano. Il veliero era stato intercettato e bloccato il 6 marzo dalla polizia spagnola al largo dell’isola africana, con a bordo un catalano e un brasiliano, anche loro destinatari del fermo. Sembra che i due, una volta scoperti, per evitare che la droga venisse trovata abbiano dato fuoco all’imbarcazione, un incendio che ha provocato il ferimento di due agenti.

La cocaina, dal valore milionario, è stata recuperata. La misura di fermo è l’epilogo dell’indagine ‘Mi vida’ condotta dal 2014 dagli investigatori dell’Arma di Bologna, coordinati dalla Dda, con la collaborazione della Direzione Centrale Servizi Antidroga, Udyco (Unidad de Drogas y Crimen Organizado) e Maoc-n (Maritime Analysis and Operations Centre – Narcotics).

Domani, a Bologna, la conferenza stampa in cui verranno illustrati i dettagli dell’operazione, alla presenza del comandante della legione carabinieri Emilia-Romagna, generale Adolfo Fischione, il vice procuratore nazionale antimafia, Cesare Sirignano, il procuratore aggiunto reggente della Dda di Bologna, Massimiliano Serpi, il comandante provinciale dei carabinieri di Bologna, colonnello Valerio Giardina, il sostituto procuratore della Dda e titolare dell’indagine, Francesco Caleca.