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Colleghi uccidono poliziotto in borghese: scambiato per…

LANDOVER – Hanno scambiato un poliziotto in borghese per l’attentatore che aveva dato il via ad una sparatoria e lo hanno ucciso. Jacai Colson, 28 anni e agente di polizia, è stato ucciso dai suoi colleghi di Landover, nel Maryland, durante una sparatoria. L’uomo era un poliziotto sotto copertura e vestiva abiti civili, quando è arrivato sul luogo della sparatoria scatenata da Michael DeAndre Ford, 22 anni, che voleva farsi uccidere dalla polizia in un attacco kamikaze e aveva chiesto ai fratelli Malik ed Elia di filmare le sue ultime gesta.

Federica Macagnone su Il Messaggero scrive che Jacai ha visto la sparatoria e senza pensarci due volte è intervenuto per aiutare i colleghi, ma il poliziotto è rimasto vittima del fuoco amico:

“«Jacai ha mostrato un eroismo estremo – ha detto il capo della polizia, Hank Stawinsk – È intervenuto generosamente per salvare la vita dei passanti e dei colleghi, attirando su di sé l’attenzione di quel ragazzo. È possibile che i poliziotti che hanno sparato lo abbiano scambiato, da lontano, per un secondo attentatore, visto che lui vestiva in borghese». Ora gli investigatori esamineranno i filmati dell’attacco, durante i quali si vedono anche diverse auto e un’ambulanza colpite dai proiettili, e interrogheranno i cinque agenti presenti sulla scena per ricostruire la dinamica che ha portato alla morte di Colson.

I tre fratelli sono stati tutti arrestati e il “kamikaze” Michael, che i parenti descrivono come schizofrenico, è ricoverato in ospedale per le ferite subite. Su di loro pendono 21 capi d’imputazione: sei per omicidio di secondo grado, sei per tentato omicidio di primo grado, nove per crimini a mano armata. La loro madre, Lisa Ford, ha avuto un attacco di cuore quando ha visto la polizia piombare in casa sua e ha saputo cosa era successo: ora è ricoverata nello stesso ospedale dove si trova il figlio. «Michael aveva bisogno di aiuto, di consulenza e terapia – dice la zia, Shanelle Ramos-Rogers – Io non so come tutto questo sia potuto accadere. Tutti noi della famiglia proviamo una vergogna infinita per questa tragedia, per la morte di quell’agente». Alla luce dei fatti, però, sembra proprio che ad aver bisogno di una terapia siano anche Malik ed Elia: se sono stati capaci di assecondare il fratello invece di fermarlo, arrivando a filmare freddamente quell’inferno di sangue e di morte, qualche problema c’è.

Al dipartimento di polizia, intanto, sono arrivate le condoglianze della Casa Bianca e di tantissime persone. «Jacai ha illuminato la vita di tutti coloro che ha incontrato – ha detto John Teletchea, presidente di un’associazione di poliziotti – Ha fatto la differenza ogni giorno che è stato con noi e ha fatto la differenza anche in questa occasione, salvando tante vite»”.


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