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Corea del Nord lancia nuovo missile. Ma fallisce ancora…

PYONGYANG – La Corea del Nord ha lanciato un nuovo missile. Ma ancora una volta il test si è concluso negativamente. Lo rende noto il Comando di Stato maggiore sudcoreano, secondo cui il vettore coinvolto sarebbe stato un Musudan, missile a media gittata, già provato in precedenza, altre tre volte con altrettanti insuccessi. Si ritiene che il Musudan abbia una gittata compresa tra i 2.500 e i 4.000 km, capace di raggiungere qualsiasi target in Corea del Sud e Giappone, oltre che l’isola Usa di Guam.

Il lancio, in base alle prime informazioni diffuse dai militari di Seul che seguono con la massima attenzione quanto accade sopra il 38esimo parallelo, sarebbe avvenuto alle 5:20 circa sudcoreane (le 22:20 di lunedì sera in Italia), dalla costa orientale nordcoreana di Wonsan.

La mossa di Pyongyang, destinata a creare una nuova fiammata di tensioni nella regione, è maturata all’indomani dell’allerta sull’ipotesi del lancio imminente data dai media nipponici, che avevano riportato fonti anonime governative sulla rilevazione di “segnali preparatori”, confermati anche da Seul. Lo stesso ministero della Difesa giapponese aveva ordinato la massima vigilanza, con tanto di autorizzazione a intercettare il vettore in caso di minaccia al territorio dell’arcipelago.

L’agenzia sudcoreana Yonhap ha menzionato l’individuazione di un missile Musudan su una piattaforma mobile di trasporto e lancio vicino a Wonsan. Dal 15 aprile, giorno del compleanno di Kim Il-sung, il fondatore dello Stato e nonno dell’attuale leader Kim Jong-un, si stima che Pyongyang abbia effettuato almeno tre tentativi del suo Musudan, tutti andati a vuoto.

Lo scorso 27 maggio l’Unione Europea ha varato un nuovo giro di vite sulle sanzioni contro la Corea del Nord. I rappresentanti permanenti dei 28 hanno deciso di rafforzare ulteriormente le misure – commerciali e finanziarie – contro Pyongyang, in risposta al test nucleare del 6 gennaio e al successivo lancio di un missile balistico del 7 febbraio.

Il 5 e 31 marzo scorsi il Consiglio della Ue aveva già trasposto le sanzioni decise dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu con la Risoluzione 2270 del 2 marzo. Le nuove sanzioni vanno a colpire più specificamente i programmi di Pyongyang per la costruzione di armi nucleari e missili balistici. Tra le misure, anche il divieto di accesso per tutti gli aerei e le navi nordcoreane nel territorio della Ue.

Le nuove misure prevedono inoltre la proibizione di importazione nella Ue di prodotti petroliferi e beni di lusso dalla Corea del Nord e di esportare qualsiasi materiale o tecnologia “dual use” (ovvero civile o militare). E’ inoltre vietato qualsiasi supporto finanziario per il commercio con la Corea del Nord.

In campo finanziario è vietato ogni trasferimento di fondi, così come sono proibiti “tutti gli investimenti della Repubblica Popolare Democratica di Corea” ed è vietato ogni investimento di privati cittadini Ue in campo minerario, chimico e della raffinazione.

Per quanto riguarda i trasporti, è vietato qualsiasi volo in provenienza dalla Corea del Nord, inoltre dovrà essere rifiutato l’accesso a tutti i porti europei per navi collegabili alla Corea del Nord, anche se per la sola nazionalità dell’equipaggio.