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Corea del Nord: studente ruba bandiera, lavori forzati

PYONGYANG – La Corte suprema della Corea del Nord ha condannato Otto Warmbier, cittadino americano e studente di 21 anni della University of Virginia, a 15 anni di lavori forzati perché ha rubato una bandiera: per questo il ragazzo è stato riconosciuto colpevole di “atti ostili” contro lo Stato. I media del Nord annunciarono il suo arresto il 22 gennaio a causa dell’ingresso “in veste di turista con lo scopo di condurre attività criminali contro lo Stato e con la tacita connivenza del governo Usa e sotto la sua manipolazione”. La sentenza è maturata nel mezzo delle tensioni legate alle grandi esercitazioni militari congiunte di Seul e Washington, fortemente osteggiate da Pyongyang, e dopo le pesanti sanzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu decise in risposta al quarto test nucleare del 6 gennaio e il lancio del razzo/satellite del 7 febbraio.

Scrive Huffington Post:

Secondo la sentenza, lo studente avrebbe realizzato un atto ostile contro lo Stato cercando di sottrarre un manifesto con uno slogan politico da una zona riservata al personale dell’el.

Nella sua confessione del 29 febbraio, Warmbier ha dichiarato di aver agito su ordine di una chiesta protestante dell’Ohio e di essere stato sostenuto da un gruppo universitario per “danneggiare la motivazioen e l’etiva di lavoro del popolo coreano” e per “insultare nel nome dell’Occidente” la Corea del Nord. Inoltre, ha affermato che la Cia era a conoscenza della sua ‘missione’ e ha fatto riferimento a un presunto piano di Washington per danneggiare la Corea del Nord attraverso la chiesta metodista.

La pena a 15 anni di lavori forzati è la stessa che ha ricevuto il missionario Kennteh Bar, lo statunitense che è rimasto più a lungo in Corea del Nord, più di due anni, fino alla sua liberazione nel novembre del 2014.


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