Cronaca Mondo

Corea del Nord svuota un conto corrente della banca centrale del Bangladesh

Kim Jong-un (foto Ansa)

Kim Jong-un (foto Ansa)

ROMA – Alcuni procuratori americani stanno indagando sulla Corea del nord, accusata di essere il mandante di un furto da 81 milioni di dollari, ai danni di un conto della banca centrale del Bangladesh presso la Federal reserve di New York.
Come riportato dal Wall Street Journal, un intermediario cinese avrebbe aiutato Pyongyang a realizzare “la più grande rapina bancaria dei tempi moderni”.

Gli uffici dell’FBI di Los Angeles e New York hanno intrapreso un’investigazione internazionale per risolvere il caso, quando nel febbraio del 2016 alcuni hackers entrarono nel sistema  bancario della Bangladesh Bank e usarono la rete di messaggistica SWIFT per prelevare quasi 1 miliardo di dollari dal proprio conto depositato alla Fed di New York; la filiale della banca centrale degli Stati Uniti  respinse la maggior parte delle richieste, ma non tutte, e il risultato fu la sparizione di 81 milioni di dollari, che finirono in casinò ma non solo, nelle Filippine. un investigatore della polizia di Dhaka, lo scorso dicembre affermò che alcuni funzionari della Bangladesh bank avrebbero deliberatamente esposto i sistemi informatici, consentendo il libero accesso agli hacker.
L’incidente portò alla luce la cattiva comunicazione tra le banche centrali, e fece sì che la Fed, il Bangladesh, la SWIFT e il creditore filippino che inizialmente ricevette i fondi, per mesi si incolpassero a vicenda. La SWIFT, Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication, ha rivelato che il proprio sistema di messaggistica, lo scorso anno è stato preso di mira un numero “significativo” di volte, con un approccio simile a quello del Bangladesh. La scorsa settimana, la società ha riferito che prevede il taglio delle restanti banche nella Corea del nord ancora collegate al sistema a causa del programma nucleare del Paese e dei numerosi test che vengono condotti.

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