Blitz quotidiano
powered by aruba

Curioso funerale della sciamana: nella tomba gusci di tartaruga e un piede

GERUSALEMME – Una sciamana morta 120.000 anni fa, ebbe un curioso funerale: suddiviso in sei fasi, una delle quali comprendeva delle offerte funebri di 86 gusci di tartaruga interi e un piede umano.

Lo scheletro della sciamana era sepolto in una grotta, la sua tomba, a nord di Israele, scoperta da alcuni archeologi dell’Università di Gerusalemme.

Il team ha rivelato che il rituale funebre della cultura natufiana era complesso e prevedeva sei fasi, in considerazione dell’alto status sociale della donna ma non solo la sepoltura è la prima del suo genere nella regione e una delle più antiche mai scoperte.

Nella tomba della sciamana, 45 anni, c’erano parti del corpo di molti animali: teschi di martora, l’avambraccio di un cinghiale, la pelvi di un leopardo, la coda di una mucca, l’ala di un’aquila nonché, appunto, un piede umano che probabilmente, apparteneva a una persona adulta.

Dopo che le ossa erano state sistemate intorno al suo corpo, la fossa veniva stratificata con conchiglie, gusci di tartaruga, gesso, corna di gazzella. Leore Grosman, professore dell’Istituto di Archeologia all’Hebrew University of Jerusalem, sostiene che le ossa accanto al corpo dimostrano che era una sciamana (figura di guaritrice-saggia, che praticava attività magico-religiose) e la popolazione credeva che queste persone fossero in grado di parlare con gli spiriti degli animali: questo spiegherebbe i resti trovati nella tomba della donna.

Nel caso di una sepoltura c’era un rituale complesso, in sei fasi, da seguire e dettagliatamente descritto in Current Anthropology. La tomba, che sicuramente all’epoca ha richiesto molto tempo e grande sforzo, era di forma ovale, il pavimento e le pareti venivano ricoperte di fango, si aggiungevano strati di calcare e altri sedimenti.

Venivano poi allineati blocchi di calcare e aggiunte conchiglie o corna di gazzella che poi venivano ricoperte con uno strato di cenere. Il quarto passo consisteva nell’inumare il cadavere in una posizione accovacciata, con gusci di tartaruga sotto la testa e il bacino.
Altri blocchi di calcare e gusci, venivano poi collocati nella parte superiore del corpo.
Infine, c’era il banchetto per la sepoltura della defunta e i resti di quanto consumato, venivano posti nella parte superiore del corpo. In questo caso, Grosman afferma che avevano mangiato 86 tartarughe, l’equivalente di 25 chili di carne.

A chiusura del rito funebre, la parte anteriore della tomba veniva sigillata con una grande roccia calcarea.
Gli archeologi hanno scoperto che, nonostante l’importante ruolo che aveva nella società, la sciamana ha condiviso la sua tomba con altri 28 defunti durante l’ultima parte del periodo natufiano (15.000 – 11.500 a.C.) anche se separata da un divisorio di pietra. Quest’ultima scoperta, pubblicata nel Current Anthopology , rivela quanto fossero complicate ma ben studiate le antiche sepolture nel periodo natufiano.

Grosman spiega che la scoperta della tomba potrebbe indicare i cambiamenti che si verificarono nella società natufiana, in seguito all’adozione dell’agricoltura – i natufiani erano cacciatori e raccoglitori – in quella regione e in quel periodo.


TAG:

PER SAPERNE DI PIU'