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Da Guantanamo a Italia, Usa ci spedisce terrorista yemenita

ROMA – L’Italia accoglierà un detenuto di Guantanamo, il campo-prigione a Cuba destinato ai terroristi che il presidente Barack Obama aveva annunciato, all’inizio del proprio mandato, di voler smantellare, ma nel quale tutt’ora restano 78 detenuti.

La decisione è stata presa per “motivi umanitari”, ha fatto sapere la Farnesina, spiegando che l’Italia ha dato il suo via libera al trasferimento nel Paese di Fayiz Ahmad Yahia Suleiman, terrorista saudita d’origini yemenite catturato nel dicembre 2001 tra Afghanistan e Pakistan.

La decisione di Roma arriva dopo la richiesta di Stati Uniti e Yemen, che avevano fatto domanda di accoglienza. Ed è stata seguita dal ringraziamento del Pentagono, che ha espresso in una nota “gratitudine al governo italiano” per la decisione e per il sostegno di Roma “agli attuali sforzi americani di chiudere la prigione”. Sforzi che lo stesso Obama aveva messo tra gli obiettivi del suo mandato ma che difficilmente riuscirà a rispettare prima della sua uscita dalla Casa Bianca.

Anche se c’è chi fa notare, come Gian Micalessin sul Giornale, critica la decisione: “Ancora una volta Renzi si ritrova costretto a piegar la testa davanti alla richiesta di un Obama in difficoltà”.

Non è però la prima volta che l’Italia prende detenuti di Guantanamo. Già nel 2009, con l’allora governo Berlusconi, due tunisini accusati di terrorismo sono stati trasferiti nella penisola e rinchiusi a San Vittore (a Milano), raggiunti da ordinanze di custodia cautelare dall’autorità giudiziaria italiana per diversi reati tra cui anche favoreggiamento all’immigrazione clandestina.

Ancora da chiarire il destino di Fayiz Ahmad Yahia Suleiman che dovrebbe essere rilasciato entro due settimane. L’uomo era stato accusato di far parte di Al Qaeda e di aver combattuto in Afghanistan contro gli Stati Uniti e la coalizione. ma non è stato mai incriminato. Per lui, a Guantanamo da 14 anni, già sei anni fa era scattata la procedura di rilascio, ma non potendo essere rimandato nel suo Paese, a causa dell’instabilità dello Yemen, si è aspettato che uno Stato decidesse di accoglierlo, anche alla luce della sua richiesta di essere “ospitato” per ragioni umanitarie.

La decisione del governo italiano – ricorda la Farnesina – “è in linea con la dichiarazione congiunta UE-USA del 15 giugno 2009 a sostegno della chiusura del campo di detenzione e con quella della Commissione Ue di aprile 2013″.


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