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Dallas, vittime: il veterano, l’agente appena sposato, il poliziotto di 27 anni

DALLAS –  Un agente veterano dell’Iraq, una guardia appena sposata, un agente di 27 anni. Sono alcuni degli uomini uccisi nell’attacco contro la polizia a Dallas, al termine della manifestazione di protesta per le uccisioni di due afroamericani negli Stati Uniti.

Sono cinque gli agenti uccisi e sette i feriti in quella che si configura come una rappresaglia contro i poliziotti bianchi per l’uccisione di due neri, nei giorni scorsi in Minnesota e Louisiana: il giorno peggiore per la polizia americana dagli attentati dell’11 settembre.

Quattro di loro facevano parte del Dallas Police Department. Uno si chiamava Patrick Zamarripa, 32 anni, aveva una figlia di due anni. Era stato inviato tre volte in Iraq con le forze armate. Amava quello che faceva: “Sono dipendente dall’emozione di questo lavoro… Amo il mio Paese, il Texas, la famiglia, Dio, gli amici e lo sport!”, si legge in un suo Tweet.

Anche Brent Thompson, 43 anni, aveva un passato nei teatri di guerra in Afghanistan e Pakistan, con una lunga esperienza al Dallas Area Rapid Transit (DART). Si era sposato due settimane fa. “Mi piace lavorare su compiti impegnativi e risolvere i problemi con i colleghi. Sono costantemente alla ricerca di modi diversi di servire il reparto, questo aiuta a mantenere il mio lavoro non sedentario e noioso”, aveva scritto di sé.

Il quarto volto della terribile notte di Dallas è quello del giovane Michael Krol. Nato in Michigan 27 anni fa, aveva lavorato là fino al 2007, prima di trasferirsi alla polizia di Dallas.

Non rischiano invece tre degli agenti feriti di cui si conoscono i nomi. Misty McBride, 32 anni, è stata colpita alla spalla. In servizio da oltre sei anni, prima della DART aveva lavorato come guardia carceraria. E’ laureata all’Università di Dallas. All’ospedale sono accorsi subito il padre e la sorellina.

E poi c’è Jesus Retata, 39 anni, in servizio dal 2006, ed Omar Cannon, 44 anni, da sette in forza al Dipartimento di Polizia. Non rischia la vita nemmeno Shetamia Taylor, afroamericana di 37 anni che stava partecipando alla manifestazione di protesta insieme con i quattro figli tra i 12 e 17 anni. Al primo sparo, la donna non si è resa subito conto di quanto stesse accadendo. Quando invece è partita una raffica, Shetamia è stata colpita ad una gamba, ma è riuscita a spingere il figlio quindicenne sotto un’auto, mentre gli altri tre scappavano. Non riuscendo a inseguirli a causa della ferita, ha fatto da scudo al ragazzino sotto l’auto per cinque minuti, fino a che non sono arrivati gli agenti. Anche gli altri tre figli, per fortuna, sono rimasti illesi.

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