Blitz quotidiano
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Danilo Calonego, rapito in Libia, si era convertito a Islam e girava con foglio conversione

ROMA – Due matrimoni, due religioni, due tentativi di imboscata nel deserto a cui era miracolosamente scampato. Danilo Calonego, 68 anni, tecnico di Peron di Sedico rapito il 19 settembre in Libia insieme al collega Bruno Cacace e a un tecnico canadese, ha avuto una vita di quelle avventurose.

Dopo le seconde nozze in quel di Marrakesh, raccontano Rai News 24 e il Corriere delle Alpi, Calonego aveva abbracciato la fede islamica. Non solo: girava, forse anche per i due agguati che lo avevano visto suo malgrado protagonista in passato, con un foglio in tasca che ne attestava la conversione all’islam. Una cautela in più, una lecita ricerca di un supplemento di sicurezza per un tecnico che lavorava in un Paese a rischio. Non è servito a evitare quest’ultimo sequestro per cui le ultime indicazioni tendono a escludere la pista terroristica mentre si parla di criminalità comune.

Così Il Corriere delle Alpi:

Durante l’aggressione del 2014 aveva con sé proprio il documento che attestava la sua conversione «Forse l’hanno visto – aveva detto al Corriere delle Alpi – non lo so, o forse il crocifisso

che ancora porto al collo mi ha aiutato a uscire da quella situazione. Comunque ci hanno lasciati andare, rubandoci telefoni e camere e sparando una raffica di colpi in aria. Sono scappati con la nostra macchina».
Calonego ha tre figlie, due avute dalla prima moglie e una dalla seconda.