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Donald Trump, cacciati Cnn e NYT dalla conferenza stampa

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NEW YORK – I corrispondenti della Cnn sono stati esclusi dall’odierna conferenza stampa di Donald Trump. Stessa sorte per i giornalisti del New York Times, Los Angeles Times, Politico.com, Buzzfeed e diversi altri giornalisti stranieri accreditati. Sono stati ammessi invece media dell’ultradestra come Breitbart e il Washington Times. The Associated Press e Time, pur essendo stati ammessi, hanno deciso di boicottare la conferenza stampa.

Il portavoce Spicer ha tentato di giustificarsi sostenendo che quello di oggi non era il consueto “briefing” pubblico bensì un “gaggle”, una chiacchierata in esclusiva con alcuni media.

Il riarmo nucleare. Donald Trump, per la prima volta dopo decenni, rilancia la necessità di una nuova corsa agli armamenti: ampliando l’arsenale nucleare degli Stati Uniti e indicando la strada di un’accelerazione del sistema missilistico a difesa di Giappone e Corea del Sud, per fronteggiare la minaccia sempre più grande posta da altre potenze. E la Russia risponde palesando il “rischio di una catastrofe globale”.

Era da più di 30 anni, dagli anni Ottanta, che Usa e Urss prima, Russia poi, non solo non parlavano di riarmo nucleare, ma addirittura li abbassavano. E’ la prima volta che un presidente Usa rilascia affermazioni così in controtendenza e la reazione da Mosca non si è fatta attendere.

“Non si può ammettere il dominio di una sola potenza nel campo delle armi nucleari perché altrimenti si sbilancia l’intero sistema della sicurezza internazionale e perdono senso tutti gli sforzi di disarmo degli ultimi decenni”, ha detto il presidente della Commissione Esteri della Duma Leonid Slutzky citato da Interfax. “Se Washington procederà nel suo obiettivo di supremazia nella sfera nucleare, il mondo tornerà alla guerra fredda, con il rischio di una catastrofe globale”, ha aggiunto Slutzky.

In una intervista concessa alla Reuters, il presidente americano dalla scrivania del suo Studio Ovale ha lanciato per la prima volta anche una critica diretta al Cremlino. La sua protesta è contro la recente decisione di Mosca di dispiegare un missile Cruise in violazione – ha detto – dei trattati sul controllo degli armamenti, in particolare quello del 1987: “Ne parlerò direttamente a Vladimir Putin, se e quando lo incontrerò”, ha detto. Il punto di partenza per Trump è che la capacità nucleare degli Stati Uniti “è scivolata indietro” negli ultimi anni, mentre la sua promessa è quella di garantire un’America che sia sempre “in testa al gruppo” delle potenze atomiche.

“Io sono il primo a cui piacerebbe che nessuno abbia armi nucleari – afferma il presidente americano nell’intervista – ma non possiamo stare dietro ad altri, anche se si tratta di Paesi amici”. Altrettanto esplicito, nel commentare le parole del presidente, il portavoce della Casa Bianca Sean Spicer: “Gli Stati Uniti non vogliono cedere e non cederanno mai a nessuno la loro supremazia sul nucleare”. Resta da vedere ora quale impatto avranno le parole di Trump sull’accordo New Start, quello del 2010 che prevede come entro il febbraio 2018 Stati Uniti e Russia debbano limitare del 30% i rispettivi arsenali nucleari. E non avere più di 800 missili balistici intercontinentali dispiegati o non dispiegati sul campo.

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