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Trump, “Io, donna, musulmana e immigrata, perché l’ho votato”

WASHINGTON – Asra Nomani è riuscita a sfuggire agli occhi di tutti i sondaggisti ed esperti americani e non solo: è infatti uno dei milioni di elettori silenziosi che hanno votato e portato al successo Donald Trump. Asra racchiude in sé parecchi bersagli della campagna di Trump eppure non gli ha fatto mancare il suo voto: è musulmana, immigrata, è una donna. Come lei milioni di americani non solo non hanno dato troppo peso alle sparate di Trump ma hanno tenuta segreta la loro preferenza fino al voto, sfuggendo così ai sondaggi.

Questa è la mia confessione – spiega Asra Nomani in una lettera-articolo al Washington Post – sono una di quegli elettori silenziosi. E non sono bigotta, razzista, maschilista o suprematista bianca, come vengono chiamati gli elettori di Trump”.

Bisogna ascoltare bene Asra per capire perché The Donald sia oggi presidente. Bisogna andare oltre la ritrosia causata da una campagna dai toni decisamente accesi, apertamente anti istituzionali, e leggere un Paese che vede la ferita più profonda in una classe media tradita dal sogno di Barack.

Asra ha 51 anni, è una madre single e ha votato Obama nel 2008. E ora sostiene Trump.

“Ma respingo le accuse di odio, divisione, ignoranza che vengono rivolte all’elettorato di Trump. Io – prosegue Asra – sostengo il Partito Democratico su aborto, il matrimonio omo e il cambiamento climatico. Ma sono una madre single che non può permettersi l’assicurazione sanitaria Obamacare. E il programma del presidente “Hope Now” non mi ha aiutato”. E come Asra, evidentemente, milioni di americani che dopo 8 anni di amministrazione Obama “lottano ancora per sbarcare il lunario”.

E’ appunto quella classe media impoverita che ha decretato il successo di Trump, quella degli Stati dell’entroterra, lontana dalle luci della ribalta di New York, Washington o, dal lato opposto, Los Angeles e la liberal California.

Obama, secondo Asra, è stato troppo debole con il terrorismo islamico e troppo morbido con l’Islam Radicale.

La donna poi non è mai stata convinta dalla Clinton: “Le rivelazioni delle donazioni di milioni di dollari alla Fondazione Clinton da parte di Qatar e Arabia Saudita hanno definitivamente affondato il mio sostegno per lei”.

“Non ho nessun timore ad essere musulmano in America. Sono arrivata a 4 anni dall’India. L’America, la nostra lunga storia di giustizia sociale e dei diritti civili non permetterà mai che si concretizzi l’allarmismo che si è accompagnato alla retorica della campagna elettorale di Trump”.