Gran Bretagna/ Per i medici aveva solo 6 mesi di vita, poi scopre che è sano. Denunciato l’ospedale di Dorchester per diagnosi sbagliata

Philip Collins, come da film, quando due anni fa si era sentito dire dai medici del «Dorset County Hospital»  di Dorchester di avere un cancro alla vescica e  gli restavano appena sei mesi di vita, aveva deciso di godersi il più possibile il tempo che gli rimaneva da vivere.

Aveva mollato il lavoro, aveva incassato la pensione e aveva usato i 20.800 euro per comprare una fiammante Triumph per lui ed una Ford Focus per la moglie Isabel. Inoltre aveva deciso di fare una serie di migliorie alla casa, così da lasciarla nelle migliori condizioni una volta che se ne fosse andato per sempre.

Ma non basta. L’uomo aveva anche già predisposto tutto per il suo funerale e aveva organizzato persino un emozionante «ultimo Natale» e «ultimo compleanno» con l’adorata moglie e con i due amati cagnolini, Bonnie e Charlie.

Ma il tempo passava e, fortunatamente, il signor Collins non dava segni di voler passare a miglior vita. A questo punto i primi dubbi iniziavano ad affiorare.

Sconvolgenti i risultati: benigno ascesso e nessun tumore. Tutto è bene quel che finisce bene? Neanche per sogno. A causa di questa diagnosi sbagliata l’uomo, ingerendo un quantitativo esagerato di medicinali superflui, ha messo a repentaglio, realmente, la sua salute ed inoltre ha sperperato i risparmi di un’intera vita.

Queste le sue dichiarazioni: «Quando mi dissero che avevo il cancro – ha raccontato l’ex autista di camion originario di Yetminster, nel Dorset – sapevo che stavo morendo e che avevo una sola possibilità per fare tutto quello che volevo.

Ma quando poi mi hanno detto che si erano sbagliati e che non avevo alcun tumore, la cosa mi ha fatto letteralmente uscire di testa e ora non posso più fare niente.

Sono completamente distrutto. Del resto, se voi passaste due anni a pensare che state per morire, quando poi vi dicono che non è così, è normale che la cosa vi lasci sconvolti».

Il Signor Collins ha deciso di portare in tribunale il servizio sanitario inglese, pretendendo un risarcimento danni per quanto successo: «Questi ultimi due anni sono stati una vera e propria agonia – ha raccontato la moglie Isabel – e non riusciamo davvero a capire come sia stata possibile una cosa del genere. Probabilmente, i medici non hanno guardato bene i risultati degli esami».

Apparsa estremamente provata, la signora Isabel, ha affermato: «Ringraziando Dio, non gli hanno fatto la chemioterapia perché secondo i medici quella lo avrebbe ucciso di sicuro, ma adesso mio marito sta così male per le cure sbagliate che ha dovuto andare in ospedale».

17 luglio 2009 | 14:19   Letto 566 volte   


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