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Eduardo Martins, un fake umano sui social: surfista, reporter di guerra, reduce dal cancro…

Eduardo Martins, un fake umano sui social: surfista, reporter di guerra, reduce dal cancro...

Eduardo Martins, un fake umano sui social: surfista, reporter di guerra, reduce dal cancro…

ROMA – Eduardo Martins, un fake umano sui social: surfista, reporter di guerra, reduce dal cancro… Della serie vite immaginarie, il brasiliano Eduardo Martins, una celebrità su Instagram e compagnia, ha condotto le fake-news su un territorio inesplorato e potenzialmente inesauribile: l’invenzione a livello social della propria stessa esistenza. La notizia è che alla fine è stato beccato perché nella fiction spacciata per vita vera delle sue prodezze aveva utilizzato decine di scatti rubati a fotoreporter impegnati in zone di guerra.

Un volgare truffatore? Sì, se non fosse per l’abnegazione con la quale ha costruito il suo profilo, un bugiardo seriale dotato di immaginazione e cinismo fuori dall’ordinario. Facciamo finta di credergli ancora per un momento: il suo è un curriculum degno di un romanzo d’appendice a metà tra l’avventuroso e il patetico spinto, un congegno narrativo perfetto per suscitare empatia, ammirazione, fascino.

Belloccio, biondo, 32 anni, surfista (lo è davvero), una biografia che contempla l’insorgere da piccolo di una leucemia sconfitta al prezzo di enormi sacrifici dopo sette anni. Sacrifici che gli hanno consentito di apprezzare il lavoro anonimo e oscuro di quanti si sono prodigati per il suo percorso di salvazione e che lo hanno portato a voler restituire un po’ di questo bene. Quindi via ai viaggi umanitari nelle zone di guerra dove ha potuto unire l’hobby della fotografia (e a Gaza, nella striscia di terra più tormentata del mondo, ha fatto pure surf).

Non potevano mancare gli abusi sessuali subiti da ragazzino. Intanto la sua reputazione è cresciuta grazie al lavoro per agenzie e giornali di chiara fama, Getty Images, The Wall Street Journal, Vice, BBC Brasil…

Questa storia del surf a Gaza ha messo sul chi va là una professionista, vera, che voleva commissionargli un lavoro: Eduardo è caduto dalle nuvole. Poi qualcuno ha iniziato a guardare tutti insieme quegli scatti: mancavano di stile… E per forza, non erano suoi, piuttosto erano una collezione di furti e postdatazioni, scambi di indicazione geografica, per cui per una missione nella Siria resistente a Isis e Assad andava bene una foto scattata in Iraq.

L’hanno beccato, ma non s’è perso d’animo. Il giornalista, vero, Costa Netto lo ha contattato per chiedergli conto di un paio di cosucce. La risposta è all’altezza del personaggio: “Sono in Australia – ha detto al giornalista brasiliano -, ho deciso di passare un anno vivendo in un furgone, di tagliare ogni contatto, anche Internet. Voglio stare solo, ci vediamo quando torno. Per qualsiasi cosa, scrivimi a [email protected] Un grande abbraccio. Cancellerò lo zap. Che Dio sia con te”. L’ologramma umano è evaporato: forse si prepara ad una inevitabile partecipazione a qualche isola dei famosi, ma si accettano scommesse su ritorno, lavacro pubblico e redenzione social.

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