Blitz quotidiano
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Egyptair, dove è salita la bomba? Cairo, Tunisi, Asmara…

PARIGI – Egyptair: sembra sempre più probabile l’ipotesi che sia stata una bomba a far esplodere il volo della compagnia egiziana precipitato al largo delle coste greche nella notte di mercoledì provocando 66 vittime. Un’esplosione improvvisa ad alta quota, 11mila metri, documentata peraltro dal video amatoriale di alcuni pescatori greci che nella notte hanno ripreso la “palla di fuoco” che lentamente cadeva verso l’acqua.

Una bomba. Già, ma fatta salire dove? Il volo è partito da Parigi ed è quindi naturale puntare sui controlli fatti all’aeroporto Roissy-Charles De Gaulle. Allo stato attuale non si può escludere che davvero qualcuno abbia aggirato tutti i controlli allo scalo parigino e introdotto un esplosivo a bordo, tuttavia è un’ipotesi poco verosimile. Dopo gli attentati di Parigi, a novembre, e di Bruxelles, a marzo l’allerta terrorismo è ai massimi livelli e i controlli sono serrati. E’ possibile, ma è molto difficile aggirare questo genere di controlli.

Si può, allora, vedere altrove. E si scopre che quello stesso aereo, prima di decollare da Parigi, mercoledì scorso aveva fatto altre tratte, queste: Asmara-Cairo, Cairo-Tunisi, Tunisi-Cairo, Cairo-Parigi. L’esplosivo potrebbe dunque essere stato portato a bordo da qualcuno proprio da una di queste città, dove i controlli non sono certo capillari come a Parigi.

Non solo, c’è dell’altro. Il sottosegretario ai Trasporti francese, citato da Repubblica, fa notare che le procedure di sicurezza dell’aeroporto di Roissy prevedono, per i voli in transito e provenienti da scali fuori dall’area Schengen che i controlli a bordo (cabina di pilotaggio, cabina passeggeri, toilette) siano effettuati non dalle autorità francesi bensì dal personale della compagnia aerea. E si può presumere che gli stewart e le hostess dell’Egyptair non abbiano gli stessi scrupoli delle autorità francesi in fatto di sicurezza, anche per mancanza di strumenti e preparazione. Niente di più facile dunque che la bomba sia salita a Tunisi, al Cairo o ad Asmara, dove i controlli non sono neanche lontanamente vicini agli standard occidentali e dove con una mancia a un facchino si può arrivare al gate senza controlli sui bagagli (come Repubblica ha potuto verificare).

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