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Erdogan agli infedeli: “Esigo comizi in Europa”. Ma in Turchia li vieta

Erdogan agli infedeli: "Esigo comizi in Europa". Ma in Turchia li vieta

Erdogan agli infedeli: “Esigo comizi in Europa”. Ma in Turchia li vieta

ROMA – Erdogan, due cose al riguardo sono nette e chiare: la velocità e in fondo la facilità con cui ha trasformato la Turchia in un regime che nulla ha di occidentale, europeo, democratico, in una parola, civile. E l’aggressività, anzi l’aggressione che è diventato il segno e la pratica della sua azione, interna e internazionale.

Erdogan pretende, esige, intima ai governi europei di consentire che i suoi ministri tengano comizi elettorali nei paesi d’Europa. Vuole che piazze e palazzi di Germania, Olanda, Austria e ogni altra nazione a sua scelta e criterio siano messi a disposizione della sua propaganda. Pretende ed esige che il territorio dei paesi europei sia una tribuna dove può salire e apparire quando e come gli pare.

Chi no non obbedisce, chi non si presta, chi non gli fa strada lo bolla come “nazista” e ufficialmente e letteralmente promette, annuncia di “fargliela pagare…caro”. “Nazisti” il governo tedesco, austriaco e olandese e l’Europa tutta là dove non favoriscono la sua campagna elettorale. E lui “vittima” delle dittature europee, lui e il suo regime esempi e depositari della vera libertà.

Eccola la libertà che Erdogan ha lasciato alla Turchia. A metà aprile nel paese si vota in un referendum che, se vinto, mette il timbro ad un governo praticamente a vita e praticamente a vita padrone di poteri speciali, in una parola tutti i poteri. Per questo referendum Erdogan pretende di far comizi in Europa là dove ci sono elettori turchi. Ma agli elettori turchi in Turchia, all’opposizione al suo regime i comizi in patria li vieta in nome dello stato d’emergenza proclamato e vigente nel paese.

Eccola la libertà che c’è in Turchia: migliaia e migliaia di giudici rimossi, decine di migliaia di dipendenti pubblici rimossi, quasi tutti i professori universitari e migliaia di docenti delle superiori rimossi, centinaia di giornalisti rimossi, decine di giornali e tv chiusi, decine di giornalisti arrestati. E in galera decine di migliaia di poliziotti, soldati, ufficiali. E leader dei partiti d’opposizione, quel che ne resta. Tutti colpevoli di mancata fedeltà al regime. O anche solo sospetti di mancata fedeltà, basta per vedersi comminati in Turchia morte civile e galera.

Fedeltà, infedeltà…c’è coerenza nel metodo Erdogan. I fedeli in patria hanno diritto di cittadinanza, i non fedeli non hanno diritto a circolare liberi, tanto meno a comizi. E fuori dalla Turchia ci sono altri infedeli che resistono, intralciano, sono ostili. Sono infedeli da tempo, non da oggi. Vivono facendo andare in giro le loro donne, hanno diviso lo Stato dalla religione, omaggiano strani e pericolosi divinità quali i diritti civili, praticano la ridicola e imbelle usanza della democrazia per cui chi ha il potere mai deve avere ogni potere. Non sbattono in galera o non fanno sparire dalla circolazione i nemici interni.

Erdogan che dà del “nazisti” agli europei: il bue che dice cornuto all’asino.

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